Da Gerusalemme ai confini della terra
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Salvati dalla grotta

Salvati dalla grotta

 

Un pozzo non è una grotta. Ma la vicenda della squadra di calcio dei ragazzi thailandesi dispersi nelle grotte di Mae Sai ha catalizzato l'attenzione di tutto il mondo. Piogge monsoniche, difficoltà nei soccorsi e tanti altri imprevisti ha fatto in modo che tutto il mondo seguisse la vicenda e da tutto il mondo arrivassero soccorritori specializzati.

A me è ritornata alla memoria la vicenda di Alfredino Rampi, precipitato in un pozzo nelle campagne romane. L'esito dei soccorsi, lo ricordiamo, fu diverso da quello thailandese, ma in entrambi i casi abbiamo assistito a una sorta di reality show terrificante. Vermicino rappresenta la prima vera diretta di cronaca in Italia, e a partire da quel 10 giugno 1981 fu coniata l'espressione la “Tv del dolore” caratterizzata, fra l'altro, da una narrazione eccessivamente ricca di particolari.

Ma in questo show, del quale involontariamente siamo ancora oggi protagonisti, sono nascoste delle insidie. Se il mondo di Internet promuove una coscienza per così dire planetaria, è anche vero che la quantità di informazioni disponibile è inversamente proporzionale alla loro qualità, generando quel 'nichilismo culturale' che rende difficile distinguere il vero dal falso. Così, la nostra rischia di diventare una democrazia della credulità, dove frana il principio di autorevolezza e spopolano le spiegazioni semplicistiche di esperti improvvisati, “laureati” magari alla università di Wikipedia. Una volta si diceva 'L'ha detto la televisione'; oggi si dice 'L'ho letto su Internet', ma il risultato non cambia. Per uscire dalla grotta della disinformazione o dell'autoreferenzialità, occorre conoscere i meccanismi comunicativi.

La Chiesa non può restarne fuori ma, come ci ricorda il nostro vescovo nella lettera pastorale 'Misericordiosi come il Padre', deve scendere in questo nuovo areopago conoscendo e usando i media e i social come strumento di evangelizzazione e di cultura.

Questa è una delle sfide che, come Chiesa diocesana e come settimanale, ci attende: altrimenti rimarremo anche noi bloccati nella grotta della nostalgia del passato, in attesa (forse vana) di qualcuno che ci venga a tirare fuori.

 

 



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