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Don Davide Ferrini, entra parroco a San Marco

Domenica 1 luglio mons. vescovo presiede la concelebrzione con inizio alle ore 18

Don Davide Ferrini, entra parroco a San Marco

Dall’intervista pubblicatala scorsa settimana su Il Piccolo, riprendiamo una delle domande rivolte a don Davide chealle 18 di domenica 1 luglio fa il suo ingresso a San Marco.

Mons. vescovo le ha chiesto di assumere il servizio di parroco a San Marco di Faenza. Come ha colto questo invito?

Beh al vescovo non ho mai detto di no, neanche quando mi ha chiesto di fare il delegato della Faci (Federazione tra le associazioni del clero in Italia, ndr). Non mi ha mai invitato a cena, ma se mi chiede di diventare parroco a San Marco figurati se mi tiro indietro… ci vado a nozze! Comunque anche in questo caso siamo alle solite: sempre davanti al mistero della vita dello Spirito che non so mai né da dove viene, né dove è stato finora, né dove andrà… ma è bellissimo!

Per soddisfazione personale sinceramente avrei preferito andare a Fusignano, continuando a vagare per la terra dura della Bassa Romagna: volevo passare “casa per casa” in tutta questa zona come un mendicante, ma in 29 anni non ce l’ho fatta, per cui direi che è andata così: a un certo punto un vescovo, essendo nuovo e non conoscendo nessuno, ha scoperto che c’è un prete di 50anni da mettere sotto e gli fa: “Vieni un po’ qua don Davide! È da vent’anni che sei là che non fai niente!” Lo capisco! Per cogliere esattamente il senso di questa direzione dello Spirito non so da che parte farmi: per il momento continuo a godermi l’ebrezza del volo come ho fatto finora, senza stare a interpretare tutti i refoli dei suoi disegni (dello Spirito, non del vescovo…). Per ora mi accontento di sapere che sono in una barca volante assieme a tanti fratelli che mi hanno preceduto e che mi seguiranno, che lavorano a fianco o che si stanno un attimo riposando, per poi ricominciare. Mi sa che siamo in tanti a non avere le idee chiare su dove stiamo andando, ma qualcosa comunque ci conduce e ci spinge a partire… Come un “angelus novus”: “una tempesta spira dal paradiso e si è impigliata nelle sue ali, ed è così forte che egli non può chiuderle. Questa tempesta lo spinge irresistibilmente nel futuro”.



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