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OsCo: Ospedale di Comunità

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Da qualche tempo a Faenza si sente parlare d'Ospedale di Comunità, definito come un ponte o cuscinetto tra Ospedale e servizi territoriali, per tutte le persone che non hanno necessità di essere ricoverati in reparti specialistici, ma che hanno comunque bisogno per alcune settimane di un'assistenza sanitaria che non potrebbero avere a domicilio; per le cosiddette cure intermedie. Il paziente tipo al quale si rivolge questo servizio è prevalentemente anziano. La responsabilità clinica dell'OsCo è di un medico di medicina generale. La responsabilità assistenziale spetta all'Infermiere secondo le proprie competenze. La presenza sanitaria infermieristica è garantita 24 ore. L'Ospedale di Comunità ha di norma da 15 a 20 posti letto ed è organizzato in stanze da 1 o 2 letti. L'assistenza medica sarà assicurata da medici di medicina generale. Se sarà aperto a Faenza speriamo “nasca sotto buona stella” con maggior coinvolgimento della cittadinanza, e non succeda come per la Casa della salute che continua a non essere gradita proprio dalle persone che più la frequentano. Considerate le esigenze di degenze sempre più brevi negli Ospedali normali, l'OsCo dovrebbe essere in molti casi d'aiuto sia ai Malati che alle Famiglie. Prendiamo ad esempio una persona che si è  fratturate il femore e dopo l'intervento  deve sottoporsi alla necessaria  riabilitazione, occupare un letto in un reparto d'ortopedia sarebbe inutile e costoso, l'Ospedale di comunità, che ha letti differenziati con una intensità assistenziale più bassa rispetto all'Ospedale normale,  dovrebbe assicurare ugualmente l'assistenza adeguata al Malato, sia con la presenza dello specialista, se necessario, sia col personale operante nella struttura. 

Il termine “Ospedale di comunità” deriva dalla traduzione letterale di “Community Hospital”, nato negli anni venti in Gran Bretagna con l'assistenza medica garantita dai medici corrispondenti ai nostri Medici di medicina generale. Negli anni questo modello si è diffuso dall'Inghilterra verso il Nord Europa e successivamente in Francia, Svizzera e Germania. In Italia i primi Ospedali di comunità nascono in Emilia Romagna. Stando così le cose l'OsCo sembra un servizio interessante, il “pericolo” è che, con tutti questi “ponti o cuscinetti” (anche la Casa della salute ci è stata presentata come ponte o cuscinetto) portino alla chiusura del nostro Ospedale.

Qualcuno diceva che a pensar male si fa peccato ma, a volte ci si azzecca. Speriamo proprio che sia solo un brutto pensiero. L'unico OsCo presente nel nostro Distretto è stato aperto a Brisighella.

Margherita Turchetti



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