Da Gerusalemme ai confini della terra
sfoglia la rivista

Stop alle trivelle! E ora di nuovo sì Tav, no Tav...

Noterelle di politica nazionale

Stop alle trivelle! E ora di nuovo sì Tav, no Tav...

Meno di due anni fa i giornali riportavano la notizia che “il quorum al referendum sulle trivelle non è stato raggiunto: ha votato solo il 31,19% degli elettori”. Così l’attività di estrazione di petrolio e gas entro le 12 miglia dalla costa poté continuare fino all’esaurimento del giacimento, riguardo le concessioni già attive. Tirarono un sospiro di sollievo le aziende, ma soprattutto le migliaia di lavoratori legati a questo settore che vede la Romagna, Ravenna in particolare, e le Marche con il maggior numero di pozzi attivi.

Nel 2016 al voto andarono solo in 15.806.788 cittadini su un totale di 50.675.406 aventi diritto, quindi la consultazione fu invalidata. Ma i “Sì” allo stop trivelle furono 13.334.764, pari all’85,84% dei votanti. Cosa che ha incoraggiato e sollecitato la parte 5Stelle dell’attuale Governo a riprendere in mano la materia inserendo lo stop Trivelle in un emendamento al decreto semplificazioni uscito a fine gennaio. Cosa non indolore visto che si stima un risarcimento di 470 milioni di euro alle compagnie petrolifere che il Governo conta di finanziare con l’aumento dei canoni delle concessioni. Ma ora si apre per davvero l’incubo della crisi di un settore che dà lavoro a 15mila persone (con tutti i costi sociali annessi).

A Ravenna una delle prime reazioni è stata del consigliere regionale Gianni Bessi (Pd): “Considero sciagurato l’accordo compiuto dal Governo sulla ricerca e coltivazione di idrocarburi”. E a questo, insieme al sindaco della città, ha rivolto a Salvini un invito a Ravenna per vedere con i suoi occhi cosa significa questa decisione. “Purtroppo il provvedimento - ha aggiunto Bessi - alla fine avrà un solo e drammatico effetto pratico: mettere a repentaglio il lavoro di tanta brava gente che fa il proprio dovere, paga le tasse e contribuisce a mandare avanti questa nazione, senza chiacchiere ma con i fatti. Tra l’altro, la Lega di Matteo Salvini, partito di governo, si è sempre detta contraria alla misura di blocco, ma su questa partita cruciale ha improvvisamente perso la parola. E forse anche la parte del decreto Semplificazioni sul passaggio delle concessioni delle grandi centrali idroelettriche alle regioni del nord senza che queste spendano un euro è un elemento cruciale dell’approvazione del provvedimento? Pensare male si fa peccato ma spesso ci si prende sosteneva Giulio Andreotti.”

A Ravenna, dopo il caso Ferruzzi e la vicenda che in queste ore vede in bilico anche il colosso Cmc (per il momento si passa alla cassa integrazione), questa rischia di essere una nuova tegola sul mondo del lavoro.

Ma se avesse ragione Bessi, significa che anche il tira molla sulla Tav prima o poi è destinato a trovare una soluzione. Dipende dal prezzo sul quale si accorderanno i due soci di governo. Che comunque garantiscono una ripresa alle porte non appena reddito di cittadinanza e quota 100 avranno prodotto gli attesi benefici.

a cura di Giulio Donati



Cerca nel sito
Agenzia Sir

Territorio

Si inaugura la nuova gestione dell

Un pomeriggio di festa, mercoledì 20 febbraio, ...

Bando Spazi attivi, Marradi tra i progetti vincitori

La corte interna ex scuola Pascoli rigenerata per att ...

Si comincia sabato 2 febbraio con l’inaugurazio ...

carta bianca

Rubriche

Osservatorio sociale Fnp Cisl

Osservatorio sociale Fnp Cisl

OsCo: Ospedale di Comunità

Di palo in frasca

Di palo in frasca

La carioca Baby Luna

Nino Tini, un personaggio singolare

Nino Tini, un personaggio singolare

Ricordo di un contadino appassionato di tradizioni e tipicit ...
Operazione Colomba, 25 anni di nonviolenza

Operazione Colomba, 25 anni di nonviolenza

Il Corpo di pace della Comunità Papa Giovanni XXIII & ...
libri su p.Daniele SIR Cefal san valentino Giovani e Chiesa fondazione dalle fabbriche Giornata del farmaco Salotto teologico Home Diocesi di Faenza Modigliana Vangelo del giorno Logo CEI Biblioteca digitale Faenza Lavoro economia solidale Libro di Padre Daniele