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Via Crucis per le donne crocefisse

Grande partecipazione, venerdì 8. Di seguito l’intervento del vescovo Mario

Via Crucis per le donne crocefisse

Faenza, venerdì 8 marzo 2019.

La via Crucis per le donne crocifisse che si celebra questa sera vuol’essere un segno di solidarietà e di preghiera in favore delle donne vittime di tratta, prostituzione. Avviene in coincidenza con la giornata della donna che, a sua volta, vuole ricordare come nella storia umana, benché abbia un ruolo specifico e fondamentale nei confronti della vita, dello spirito e della cultura, la donna spesso viene calpestata nella sua dignità e impedita di dare il suo apporto decisivo.

La violenza sulle donne è strada di umiliazione dell’umano. Più che offesa dei diritti è offesa della donna in quanto persona nella sua unità di corpo e spirito, strettamente congiunti. È autolesionismo antropologico e umanitario. È offendere l’umanità stessa, fatta da due metà di cielo, che sono complementari, chiamate a integrarsi e a sostenersi mutuamente. Se la metà del cielo che è la donna, con il suo genio femminile, è resa schiava, viene considerata come un mero strumento per l’altra  metà, e addirittura è sottoposta alla tratta, umiliata, anche l’altra metà dell’umanità ne subisce gravissimo danno: viene impoverita, imbarbarisce, degrada. Finisce la comunione interpersonale, il mutuo aiuto nella reciprocità, la pari dignità, l’uguaglianza, che è alla base di uguali diritti. Dove c’è schiavitù non c’è umanità e civiltà. Senza donne libere e responsabili, l’umanità, come ogni frutto buono a essa collegato, è pregiudicata. Viene meno: l’essere donna secondo pienezza, nella molteplicità delle modalità; la maternità libera e responsabile; la maternità spirituale della donna vergine; la famiglia, basata sull’unità di un «noi» ove vige l’uguaglianza nella ricchezza della diversità dei sessi; la tenerezza che custodisce e fa fiorire; la pace, che è soprattutto donna; la generazione della vita sotto il cuore di una madre e, con essa, la gioia di essere amati.

Nessuno ha il diritto di togliere la dignità all’altro, alla donna. Chi lo fa - specie se colei che si fida di chi dovrebbe esserle di aiuto viene spogliata del suo essere umano e ridotta a cosa -, è spietato, disumano, vigliacco. Tutti hanno diritto alla vita, ad una vita dignitosa e piena. Preghiamo e lavoriamo perché questi diritti siano considerati, da parte di tutti, doveri. Non dimentichiamo che l’umanità, nell’unità delle due metà che la costituiscono, è destinata alla maternità di un genere umano che supera se stesso, a generare più che se stesso, ossia Dio. Maria, Madre di Dio, ci aiuti.

                                                                          + Mario Toso



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