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Da papa Francesco, i nostri propedeuti presenti in mezzo ai cooperatori

Guidati dal vescovo Mario, invitato dal mondo della Cooperazione, e dal rettore don Michele

Da papa Francesco, i nostri propedeuti presenti in mezzo ai cooperatori

Un incontro non programmato, una felice esperienza di cattolicesimo sociale alla casa di papa Francesco: così potrebbe intitolarsi questa segnalazione. Il 16 marzo scorso, il gruppo dei propedeuti del nostro Seminario, capitanato dal rettore don Michele Morandi, ha vissuto per alcune ore un incontro non abituale con i membri della Confederazione delle cooperative italiane.

Motivo della coincidenza è stata la presenza del vescovo mons. Mario Toso che era a Roma in doppia veste, come parte del gruppo composto dai propedeuti e come invitato all’udienza concessa da papa Francesco alla Confederazione delle cooperative. E così, i propedeuti, giunti per “imparare Roma” e per respirare la testimonianza del Cristianesimo dagli albori a oggi, hanno assistito all’elogio che il Pontefice ha tessuto nei confronti della “cooperazione cristiana” - la frase è la stessa che il Papa ha usato! -, vivendo in tal modo un’espressione significativa della dimensione sociale della fede. Papa Francesco ha lodato la cooperazione sociale perché essa riesce a coniugare la logica dell’impresa con quella della solidarietà.

“Il vostro modello cooperativo, ispirato alla Dottrina sociale della Chiesa - ha sottolineato il Pontefice, rivolgendosi ai soci della Confederazione delle cooperative, nel suo articolato discorso pronunciato nell’aula Paolo VI - è la dimostrazione della vostra ‘ostinazione’ nel volere un’economia umana in un mondo che vuole mercificare ogni cosa e che non garantisce un lavoro equamente retribuito per tutti”.

Papa Francesco, terminato il suo discorso, ha salutato i vescovi presenti - ed è in questo momento che il vescovo Mario ha profittato per consegnargli il report relativo al Sinodo dei giovani.

Il Pontefice è quindi sceso per incontrare alcuni rappresentanti del mondo della cooperazione. Allorché gli è stato annunciato che doveva salutare, nel contesto dell’udienza ai membri della Confederazione, un gruppo di propedeuti.

è rimasto sorpreso, ma, subito di buon grado, si è incamminato verso di loro, schierati al termine delle due file di soci cooperatori in carrozzella.

Notando un certo timore riverenziale, lo stesso Pontefice ha iniziato il dialogo domandando intanto quanti fossero. Alla risposta data dal rettore e vicario generale don Michele Morandi, papa Francesco ha commentato: “Così pochi?”. E poi, ha aggiunto: “Ognuno di voi dovrebbe portare con sé almeno altri due propedeuti”.

Tutto si è svolto in pochi secondi, con la foto di gruppo e un saluto personale rapidissimo, che man mano ci si allontanava era già colmo di tanta nostalgia.



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