Da Gerusalemme ai confini della terra
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Gli auguri di Pasqua del vescovo Mario Toso

Gli auguri di Pasqua del vescovo Mario Toso

Cari fratelli e sorelle in Cristo, ogni Pasqua che noi celebriamo ci fa diventare più persone, più umani. L’importante, però, è che noi partecipiamo alla Pasqua che è di Gesù Cristo: con una vita che si fa dono totale di sé al Padre e all’umanità, con la preghiera, con l’Eucaristia. Fare Pasqua è camminare con Gesù lungo la via da Lui percorsa: lottando contro il male, il peccato, l’ingiustizia, le diseguaglianze, le povertà di ogni genere, con un impegno totale, costi quel che costi, passando anche attraverso il tunnel buio della morte. Ossia amando con l’amore di Cristo sino a essere crocifissi, amando mentre si è “crocifissi” e si muore! E ciò a causa della malattia, della menzogna, dello sfruttamento, della schiavitù, della solitudine.

La Pasqua di Cristo, fatta nostra, dà origine in noi un’umanità nuova, perché, libera dall’egoismo, rende più capaci di perdono, di bene, di condivisione.

Donando la nostra vita, fino a salire sulla croce, riusciamo a conquistare e a possedere un più di vita. La Croce è culmine dello svuotamento e, nello stesso tempo, del dono di sé. È il luogo dove Cristo muore, si affida alle mani del Padre e si prepara a ricevere da Lui una vita da risorto, in pienezza. Rivivendo ogni giorno la Pasqua sviluppiamo in noi la vita divina a noi comunicata, portiamo più frutto. Ricordiamo le parole di Gesù: “Se il chicco di frumento non cade nella zolla e non muore, resta da solo, non porta frutto. Se invece accetta di morire, fiorisce e poi si sviluppa e fruttifica” (Gv 12, 24). Buona Pasqua a tutti, dunque.

Abbiamo bisogno di morire noi stessi per essere persone nuove, persone risorte con Cristo, nelle comunità religiose e claustrali, nelle parrocchie, nelle famiglie, nelle associazioni e nei movimenti, negli ospedali e nelle cliniche, nell’amministrazione della cosa pubblica e nella politica, nel lavoro dei campi, nell’economia e nella finanza, nei social, sul letto della malattia e della sofferenza, nel servizio ai poveri, nell’accoglienza e nell’integrazione dei migranti, nel dialogo pubblico.

Buona Pasqua!



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