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Bio metano, una produzione Caviro

Impianto inaugurato giovedì 6 giugno, presente l’assessore regionale Paola Gazzolo

Bio metano, una produzione Caviro

Faenza verde! Eco! Bio! Un impianto di ultima generazione per produrre metano per autotrazione, questo si è inaugurato giovedì in via Convertite, area Caviro, alla presenza di autorità e studiosi del settore. Tra loro l’assessore regionale alle Politiche ambientali Paola Gazzolo e l’ex ministro Paolo Galletti; il sindaco Giovanni Malpezzi e gli assessori Antonio Bandini e Duilio Piroddi. Portando il saluto del presidente Bonaccini, la Gazzolo ha sottolineato l’avanguardia dell’impianto inaugurato. Con “la Regione che nel 2015, con tre anni di anticipo rispetto al parlamento Europeo e prima in Italia, ha varato una legge sull’economia circolare. E oggi, nella regione più metanizzata d’Italia, vede produrre il biometano che non porta emissione di PM10, quindi contribuisce a ridurre il surriscaldamento del pianeta”.

Domani, sabato, l’apertura alla cittadinanza per favorire la conoscenza di questa nuova linea produttiva del colosso cooperativo faentino – forlivese, ma si può ben dire nazionale. Il 10% del vino nazionale esce in brick e bottiglie a marchio Caviro.

Ora il metano, ma altri sono i prodotti che l’azienda ricava da quelli che tradizionalmente definiamo scarti, ma che una parte di buono riservano comunque. Tanto che alla sostenibilità economica del proprio operato, grazie alla forma cooperativa, ora Caviro può associare una sostenibilità ambientale e una sostenibilità sociale. Cose in realtà già in essere da tempo, che ora è possibile anche misurare nella loro concretezza. “Queste cose non si fanno da soli – ha sottolineato il presidente Carlo Dalmonte – Servono ricerca, innovazione e la collaborazione della Pubblica Amministrazione al fine di rendere conveniente l’investimento”.

Cento i milioni di euro investiti dal 2010 a oggi da parte di Caviro per arrivare a realizzare un impianto con la capacità di produzione di metano per 18mila autovetture anno equivalenti. Il tutto grazie alla lavorazione di acqua sporca e fanghi da lavorazione agro industriale sui quali interviene con un processo di digestione anaerobica. Oltre al bio metano, se ne ricava CO2 e compost da reintrodurre su terreni agricoli come fertilizzante. E anche acque pulite.

La squadra che Caviro Extra ha messo all’opera in questo comparto è fatta da giovani ingegneri che hanno sposato questa filosofia green. Anzi, uno l’ha addirittura inserita nella sua tesi universitaria proprio sul biometano, ottenendo di essere ascoltato e inserito in organico. Dimostrando la capacità del management di prestare attenzione all’innovazione di cui il mondo giovanile è portatore.

E ci sarebbe da raccontare come, a fianco di questo impianto, una colonia di cicogne ha trovato casa e opportunità di riprodursi in tranquillità. Ma c’è anche da raccontare di una collaborazione italo francese. Quella con Prodeval, partner tecnologico, in grado di produrre la strumentazione operativa di cui Caviro si è dotata per far funzionare il suo processo produttivo. Azienda con sede in Francia e a Genova, con impianti attivi in diversi paesi del mondo.

Giulio Donati



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