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Sinodo dei giovani, ecco alcune testimonianze

Sinodo dei giovani, ecco alcune testimonianze

In questi ultimi anni ho avuto la possibilità di partecipare attivamente al percorso del Sinodo in rappresentanza del Settore Giovani dell’Azione Cattolica diocesana. Sono stato coinvolto, fin dagli inizi, negli intensi lavori di questo triennio sinodale: all’inizio come componente della Commissione preparatoria poi come Segreteria del Sinodo e in contemporanea anche con il ruolo attivo di sinodale durante le assemblee.

Ho avuto la fortuna di vedere e vivere i lavori anche dalla regia di questo articolato percorso e avere così una visione più ampia di tutto, che oggi mi permette di dare un giudizio più completo.

Penso innanzitutto che il Sinodo sia stato un fantastico e unico momento di esperienza diocesana tra tutti i giovani del territorio: grazie alle assemblee, agli incontri informativi, ai momenti sinodali distribuiti durante l’anno, tanti e tanti giovani hanno avuto la possibilità sia di conoscere e incontrare altri coetanei che si impegnano e che condividono lo stesso percorso all’interno della Chiesa, sia di comprendere meglio la nostra diocesi, il suo territorio, le sue parrocchie, i suoi punti di forza e le sue mancanze nelle proposte ai giovani di oggi. L’aspetto dell’incontro diocesano è per me fondamentale perché, grazie alla mia esperienza negli organi diocesani dell’Azione Cattolica, so di per certo che è un arricchimento per la persona e per la Chiesa stessa.

Aver creato la possibilità, per più di cento giovani, di lavorare insieme e di esprimere liberamente le loro opinioni su cosa la Chiesa di Faenza-Modigliana possa fare per noi, lo considero un importantissimo traguardo e già una vittoria. La nostra diocesi infatti si è dimostrata intelligente e non dormiente: in un periodo storico di grandi cambiamenti, soprattutto per le fasce giovanili, ha scelto di non essere spettatrice passiva ma di iniziare un percorso di analisi e costruzione di proposte, partendo proprio dalla voce dei giovani.

Durante il percorso e i lavori sinodali, come si poteva immaginare, non è stato tutto facile e tutto lineare: sono stati discussi e sono stati toccati argomenti e temi grandi e complessi, a cui non è facile dare una risposta univoca e completa in sole otto assemblee. Servirebbero più incontri e una maggiore conoscenza di alcune tematiche per poter avere un quadro completo, dare un giudizio o arrivare a formulare una proposta reale. Proprio per questo motivo, penso che sia stato comunque importante essere coadiuvati da figure più grandi ed esperte che ci hanno accompagnato in un nostro discernimento.

D’altra parte invece ho notato una grande partecipazione e interesse per i temi più pastorali: è venuta fuori una bellissima fotografia di tanti giovani della nostra diocesi che si impegnano nel servizio e si interrogano profondamente su come migliorare e far sentire più vicini i percorsi di formazione e di catechismo per i loro coetanei o per le fasce di età inferiore. Su questi argomenti sono state fatte proposte molto attuali e interessanti.

Una mia personale speranza futura è quella di vedere, nel periodo post sinodale, un impegno da parte di tutta la diocesi nel prendere in considerazione questo lavoro e, perché no, nell’avere il coraggio di attuare qualcuna delle proposte presentate.

Riccardo

 

 

Il Sinodo è finito. Questo 9 giugno (che a me sembrava lontanissimo) alla fine è arrivato. Nell’ascoltare la lettura del decreto di chiusura mi è salita una specie di (inaspettata) nostalgia, per quest’anno così impegnativo, ma anche intenso e ricco di belle occasioni di confronto.

“Che tutto finisca è una certezza, è l’inizio che non si sa mai bene se ci sarà”, mi ha detto ieri sera don Michele quando ho espresso un po’ del mio dispiacere. A dire il vero, lì per lì gli ho risposto che ci avrei pensato, perché non mi era affatto chiaro cosa volesse dirmi... Penso, però, di averlo capito stamattina, quando ho avuto un attimo di tempo per processare tutto quello che abbiamo vissuto ieri: la preparazione, una Messa che, forse proprio perché celebrata al centro della città, ha visto la partecipazione di tanti (le autorità civili ed ecclesiali, i Rioni, le associazioni, i gruppi parrocchiali e forse anche alcuni curiosi, oltre ai Sinodali), concludendo con il PG Song Contest, che anche quest’anno è stato molto coinvolgente e apprezzato.

È senz’altro vero che ogni cosa ha una fine (e questo è chiaro a tutti), ma l’incertezza sta proprio nell’inizio, ovvero nella nostra determinazione a far nascere, o decollare qualcosa di nuovo.

Oggi che il Sinodo finisce, tocca a noi scegliere se continuare questo cammino, o meglio, se da questo cammino far nascere qualcosa. Riporto, di nuovo, un pensiero altrui, ma che oggi sento particolarmente mio: dobbiamo essere uomini e donne senza nostalgia del passato ma, al massimo, con una nostalgia del futuro, certi che il meglio debba ancora venire, sempre.

Forti anche della fiducia che “i grandi” hanno nei nostri confronti (come ci ha ricordato il vescovo Mario nell’omelia), di quella fiducia che il Signore ripone in noi, sento che dobbiamo ripartire già da oggi. Il Sinodo, in questo senso, è appena iniziato.

Giorgia



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