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Confcommercio Ascom Faenza richiede ai politici locali un interessamento relativo alla manovra finanziaria 2020

C’è preoccupazione per alcuni contenuti che penalizzerebbero il tessuto delle piccole medie imprese del territorio faentino

Confcommercio Ascom Faenza richiede ai politici locali un interessamento relativo alla manovra finanziaria 2020

Il Presidente di Confcommercio Ascom Faenza Dott. Paolo Caroli scrive ai politici locali (al Senatore Stefano Collina, alla Consigliera Regionale Manuela Rontini, al Sindaco Comune di Faenza Giovanni Malpezzi ed ai capigruppo del Consiglio Comunale di Faenza) di intervenire, ciascuno per il proprio ambito di competenza, affinchè intervengano a correggere alcuni contenuti della proposta di Manovra Finanziaria del Governo centrale, che molto penalizzerebbe le piccole e medie imprese del tessuto economico faentino.

Qui di seguito il testo della lettera inviata.

 

La lotta all’evasione fiscale è una delle misure importanti contenute nella manovra economica del Governo Conte che il Parlamento si accinge ad approvare. Fermo restando la legittimità di questo obiettivo, tale misura impone alle imprese una serie di oneri molto cospicui ed una maggiore difficoltà nell’organizzazione del lavoro.

Il riferimento è all’obbligo dei pagamenti elettronici (con carte di credito, carte di debito, bancomat e altre forme di pagamento elettronico) per ottenere una detrazione a fine anno e la partecipazione alla lotteria periodica, per quei contribuenti che si saranno registrati nel “Portale Lotteria” dell’Agenzia delle Dogane e Monopoli.

Come Confcommercio più volte abbiamo chiesto l’azzeramento delle transazioni elettroniche sui piccoli importi e naturalmente anche la rivisitazione delle altre transazioni.

Il nostro Presidente Nazionale Carlo Sangalli in più occasione ha posto al Governo la necessità di ricercare un accordo con l’ABI, l’Associazione Bancaria Italiana, al fine di individuare una soluzione per alleviare gli imprenditori di questi costi. Purtroppo fino ad ora il Governo non si è mosso e la questione è ancora sul tappeto.

Per fare un esempio pratico, per la cosiddetta lotteria degli scontrini occorrerà aggiornare i nuovi registratori di cassa il cui costo, comprensivo della manutenzione annuale, oscilla dai 100 ai 200 € per registratore; inoltre per facilitare il lavoro degli imprenditori per la partecipazione alla lotteria da parte dei contribuenti iscritti, si dovrà acquisire idonei lettori per la lettura dei barcode o dei codici che verranno attribuiti ad ogni contribuente iscritto nel sito dell’Agenzia delle Entrate. I costi stimati dagli installatori variano dai 120 ai 220 € a lettore. Inoltre, sempre nel medesimo scontrino dovrà trovare spazio anche la lotteria collegata all’emissione dello stesso che comporterà un consumo di carta di circa il 30% in più rispetto a prima, addossando anche questi costi all’esercente.

 

 

 

 

Posto che questi sono problemi tecnici, ai quali l’imprenditore dovrà farsi carico con oneri cospicui, questo nuovo sistema potrebbe anche creare lunghe file alle casse. L’esempio che vi sottopongo e che probabilmente si verificherà qui sul nostro territorio romagnolo è quello dei pubblici esercizi, bar e ristoranti, per le colazioni o per le pause pranzo che hanno come clienti coloro che devono rientrare al lavoro avendo tempi molto contenuti per consumare il pasto.

Per evitare situazioni come quelle descritte, l’unica strada possibile e inevitabile sarebbe quella dell’acquisto di un ulteriore registratore di cassa (con relativa manutenzione) oltre che dedicare altro personale al pagamento addossando all’imprenditore i costi relativi al dipendente.

Altro problema sarà poi quello delle linee telefoniche, spesso inadeguate, che risentono spesso di interruzioni che comportano un ulteriore aggravio per l’imprenditore, questa volta di tempo, comunque sempre tempo sottratto al lavoro.

Senza contare che in caso di bisogno per riparare la linea la media di attesa è di 3 giorni lavorativi che potrebbero diventare 5 nel caso di rottura nella giornata di venerdì.

In conclusione, con questa lettera ho inteso portare a sintesi tutta una serie di problemi ‘pratici’ che l’introduzione dell’obbligo dei pagamenti elettronici porta con sé.

Vi chiedo, pertanto, se tali osservazioni trovano il vostro appoggio, di adoperarvi informando i vostri referenti politici al fine di evitare una nuova penalizzazione nei confronti degli imprenditori ed in particolare delle piccole e medie imprese che sono la spina dorsale economica di questo Paese.



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