Da Gerusalemme ai confini della terra
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L'omelia di Emil Paul Tscherrig

Il testo integrale dell’omelia dell’arcivescovo Tscherrig, nunzio apostolico in Italia, pronunciata ai fedeli durante la celebrazione, tenutasi in cattedrale a Faenza, in suffragio del card. Pio Laghi

L

Eccellenza Mons. Mario Toso, Vescovo di Faenza-Modigliana,

Fratelli Vescovi sacerdoti e diaconi,

Signor Sindaco, Autorità civili, militari e di sicurezza,

Consacrate e consacrati,

Fratelli e sorelle in Cristo,

 

Sono venuto con profonda gioia in mezzo a Voi per celebrare la Solennità del Battesimo del Signore, che conclude il Tempo di Natale e ci introduce alla vita pubblica di Gesù. In questa felice ricorrenza, Vi saluto cordialmente a nome del Santo Padre Francesco che ho il privilegio di rappresentare nella Vostra cara Patria. Egli Vi invia la Sua Benedizione Apostolica con i più vivi auguri per un nuovo Anno colmo di quella pace che viene dalla fede in Gesù Cristo, Figlio di Dio e Figlio di Maria.

Oggi commemoriamo anche il decimo anniversario della morte di un illustre figlio di questa Diocesi, il Cardinale Pio Laghi. Il suo ricco curriculum è ben conosciuto da tutti voi e non ha bisogno di essere illustrato. Io ho avuto la gioia di incontrarlo, poche volte, quando egli era Nunzio negli Stati Uniti, ma lo ricordo con speciale stima e profondo rispetto anche quale Rappresentante Pontificio in Argentina, dove ho avuto l’onore di essere uno dei suoi successori.

Il Nunzio Laghi ha svolto la sua missione in Argentina, dal 1974 al 1980, per un sessennio durante una feroce dittatura militare, che ha procurato molti morti, “desaparecidos”, carcerati e famiglie terrorizzate. Intorno alla sua persona si è costruita una cosiddetta “leggenda nera”, presentandolo come sostenitore e collaboratore della dittatura. Ma gli stessi generali, in un certo senso, hanno fornito la prova contraria di quanto affermato. Infatti, il 21 dicembre 1980, hanno dichiarato il Nunzio Laghi persona non gradita invitandolo a lasciare il Paese perché considerato nemico del regime. La strategia usata ha comunque una tradizione nella storia: basta ripetere una bugia cento, mille, un milione di volte, per farla credere vera!

Sono convinto che l’abbondante documentazione a disposizione proverà non soltanto che l’allora Nunzio Apostolico non è mai stato amico del regime, ma al contrario, che ha salvato molte persone dalla condanna a morte e che è stato un lucido difensore dei diritti umani e un instancabile avvocato di tutti i perseguitati e delle loro famiglie.

La nostra vita è piena di interrogativi: da dove viene la violenza umana, il terrore, la crudeltà, le ingiustizie, le guerre, le tante divisioni tra di noi, di cui è stato testimone ed alla fine anche vittima il Cardinale Laghi? - La sacra Scrittura spiega che la causa è l’uomo peccatore, che rifiuta di essere figlio di Dio, cadendo così nelle mani del maligno, del tentatore o diavolo. Questo ci ricorda San Pietro nella sua esortazione nella casa di Cornelia quando descrive la missione di Gesù dicendo: Gesù passava “beneficando e risanando tutti coloro che stavano sotto il potere del diavolo, perché Dio era con lui” (At 10, 38). La festa odierna del battesimo del Signore fa conoscere al mondo che Dio ha inviato il Figlio per salvarci dal potere del maligno. Uscendo dall’acqua Gesù riceve la pienezza dello Spirito Santo, e una voce dal cielo lo conferma: “Questi è il Figlio mio, l’amato: in lui ho posto il mio compiacimento”. Dio si fa presente nella storia tormentata dell’uomo per darle una nuova direzione. San Tommaso dice che Gesù ha ricevuto dal Padre un solo comandamento: cioè di amarci fino all’estremo. Questo amore lo condurrà alla croce, dove si espone volontariamente alla violenza umana per annientarla nel suo corpo. Ma essendo anche Dio ha inflitto un colpo mortale al nemico di Dio e dell’uomo.

Mentre il Figlio di Dio stava morendo sulla croce, i leader e il popolo gridavano: scendi dalla croce, se tu sei il Messia e noi crederemo! Gesù invece non scende per fare scalpore e per diventare re, ma continua la sua lotta contro il nemico di Dio e dell’uomo fino all’ultimo respiro. Forse Satana, vedendolo morire miserabilmente, avrà pensato di avere vinto la battaglia, sarebbe stata una vittoria dell’odio sull’amore, ma si sbaglia: alla morte del Figlio, il Padre risponde con la risurrezione. Nel paradiso l’uomo e la donna volevano diventare come Dio e conquistare la vita eterna. Volevano la libertà assoluta per poter decidere senza Dio ciò che e bene e ciò che a male per l’uomo, ma quando, secondo la promessa del serpente, si sono aperti i loro occhi, invece di vedersi incoronati di divinità hanno scoperto di essere creature, nude e impaurite davanti a Dio.

Le conseguenze della loro ribellione sono state immediate e drammatiche: Adamo ed Eva hanno perso lo stato di grazia e di amicizia con Dio. Nella nudità e nella paura di Dio scoprono la perdita di una condizione privilegiata. Seguono poi terribili conseguenze sociali che abbiamo ereditato tutti: si rompe l’armonia tra uomo e donna e le loro relazioni sono sottoposte a tensioni; i loro rapporti saranno segnati dalla concupiscenza e dalla tendenza all’asservimento. L’armonia con la creazione è spezzata ed essa diventa ostile all’uomo, perché a causa del suo peccato è soggetta alla schiavitù e alla corruzione. Poco dopo, infatti, si verifica il primo fratricidio commesso da Caino contro il fratello Abel, e d’ora in poi l’uomo continuamente sarà tentato di farsi dio per dominare il prossimo, imponendo all’altro ciò che è bene e ciò che è male, sottoponendolo così alla sua volontà e scambiando la naturale amicizia in dominio sull’altro come prerogativa di superiorità. Così nascono le liti e le contese tra di noi e le ideologie che abbiamo creato e a causa delle quali sono stati sacrificati milioni di esseri umani. Da questa stessa volontà di potere e di dominio assoluto, che non permette né opposizione, né la libertà di pensiero, e che pretende di dover salvare la patria da un nemico reale o inventato, nascono le dittature, e le tante forme di odio, di disprezzo e di violenza atroce, contro l’altro che rivela ciò che l’uomo è capace di fare, se perde la sua dignità di figlio di Dio e si lascia possedere dal male.

Adamo ed Eva si sono lasciati ingannare dal tentatore. Volevano conquistare la vita piena ed eterna con le proprie forze, ribellandosi contro Dio. Tutto è finito in un disastroso fallimento. Ma Dio non ci ha abbandonato, il suo amore per noi è eterno. Nell’opera di redenzione del Figlio ci concede questa vita piena come dono e grazia. La sola condizione è credere che è veramente il Figlio di Dio e accettare il battesimo per farci liberare dal potere del diavolo.

È in questo atto che diventiamo figli e figlie di Dio ed eredi della vita eterna.

La vera libertà non consiste nell’indipendenza da Dio, ma nel fare la sua volontà. Noi non siamo stati salvati soltanto come individui, perché la redenzione ha sempre un eminente significato sociale. Papa Francesco scrive a riguardo: “Dio in Cristo non redime solamente la singola persona, ma anche le relazioni sociali tra gli uomini“ (cit. EG, 178). Credere nell’Incarnazione del Figlio di Dio significa anche che in ogni persona che incontriamo nel nostro cammino, incontriamo sempre l’immagine di Cristo che si presenta come nostro fratello. E come sappiamo, il giudizio finale si baserà sul successo delle nostre relazioni umane, ed il giudice affermerà: “Tutto quello che avete fatto a uno solo di questi miei fratelli più piccoli, l’avete fatto a me” (Mt 25, 40). Oggi non si ama parlare del diavolo, perché non è politicamente corretto.

Papa Francesco avverte, però: “Non ammetteremo l’esistenza del diavolo se ci ostiniamo a guardare la vita solo con criteri empirici e senza una prospettiva soprannaturale. Proprio la convinzione che questo potere maligno è in mezzo a noi, è ciò che ci permette di capire perché a volte il male ha tanta forza distruttiva” (Gaudete et Exsultate, 160). Perciò, la vita cristiana è un combattimento permanente contro il diavolo, “che è il principe del male. Gesù stesso, continua il Papa, festeggia le nostre vittorie” (idem, 159).

Nella preghiera del Padre Nostro ci invita a chiedere al Padre che ci liberi dal Maligno, che il suo potere non ci domini (cfr. idem, 160). Le armi a nostra disposizione per il combattimento sono la preghiera, la meditazione della Parola di Dio, la Santa Messa, l’adorazione eucaristica, la riconciliazione sacramentale, le opere di carità, la vita comunitaria, l’impegno missionario, vale a dire una vita vissuta da cristiani.

Commemorando oggi il compianto Cardinale Pio Laghi riaffermiamo con forza la sua convinzione che nessuna dittatura o forma di terrorismo possono pretendere di agire in nome e al posto di Dio. Chi si erge contro l’uomo e la sua dignità è, come diceva san Pietro, sotto il potere del diavolo.

Nella sua vita e missione come fedele servitore del Papa e della Chiesa, Pio Laghi ha vissuto le tremende conseguenze della violenza e della crudeltà di cui l’uomo è capace se pensa di salvare il popolo eliminando coloro che la pensano diversamente. Egli ha combattuto quell’odio che alla fine si è anche abbattuto sulla sua persona e sulla sua famiglia. Oggi vogliamo ringraziare il Signore per il dono che ci ha fatto nella persona del Cardinale Laghi, e mentre preghiamo per la pace eterna della sua anima, chiediamo al Signore che trasformi i frutti del suo lavoro in pace e prosperità per i popoli, i quali ha servito con tanta dedizione e competenza professionale. Sono sicuro che la sua vita e i suoi sacrifici porteranno frutti.

Insieme con Papa Francesco crediamo che non va perduta nessuna opera svolta con amore, “non va perduta nessuna generosa fatica” e nessuna sincera preoccupazione per gli altri, “non va perduta nessuna dolorosa pazienza” (EG, 279).

Affido l’anima benedetta del caro defunto e tutti noi all’intercessione e alla protezione di Maria Santissima delle Grazie, Patrona di questa Diocesi di Faenza-Modigliana, affinché ci aiuti di rimanere nello spazio di salvezza del Figlio di Dio e ci aiuti a vivere come figlie e figli di Dio praticando la carità e il rispetto del prossimo. Così saremo testimoni che l’amore e più forte dell’odio e della violenza umana.

Santa Maria, Madre del Principe della Pace, prega per noi. Amen.



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