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Caritas: in campo precauzioni e solidarietà

Importante serie di attività svolte dal Centro di Ascolto diocesano di via D’Azzo Ubaldini in questo tempo in cui imperversa il Covid-19

Caritas: in campo precauzioni e solidarietà

Ogni lunedì mattina al Centro di Ascolto diocesano di Faenza si riunisce un’equipe di operatori e volontari (i più tramite connessione telematica) insieme ai medici dell’ambulatorio Caritas, per fronteggiare al meglio l’emergenza sanitaria in corso. Ogni settimana ci si interroga su quali servizi garantire e come migliorarli, nel rispetto delle norme di sicurezza. I servizi erogati dal Centro di Ascolto diocesano sono essenziali, spesso, per la sopravvivenza di quelle persone che non avrebbero alternativa, se non quella di vivere in strada, senza pasti. Sospendere totalmente gli aiuti ai senza fissa dimora potrebbe significare aumentare il carico sanitario e il rischio di contagio sia per loro che per la collettività. Per questo motivo avendo dovuto limitare e riorganizzare i servizi, il Centro di Ascolto rimane aperto!

Il pasto è garantito, per esempio, nonostante la mensa sia chiusa. Volontari, con mascherina e guanti, a distanza di almeno un metro distribuiscono una cinquantina di sportine take-away ogni giorno, per pranzo e cena. Anche per chi ha una casa dove cucinare, ma non un reddito sufficiente per l’acquisto dei generi di prima necessità, il servizio rimane attivo: tre giorni alla settimana i volontari distribuiscono pacchi viveri nell’area cortiliva del centro.

Un ospite per volta, su appuntamento, può accedere alla doccia - quanto mai utile, vista l’importanza dell’igiene nel contenimento del contagio. E a chi ha bisogno della lavanderia, viene consegnata una tessera prepagata per la lavanderia automatica. Il colloquio individuale, richiesto per accedere a questi servizi, viene svolto perlopiù telefonicamente; gli operatori sono reperibili due mattine e un pomeriggio alla settimana, garantendo in caso di provata necessità anche il sostegno economico - adesso più che mai - in questo momento di emergenza sanitaria ed economica.

Infine, anche l’attività dell’ambulatorio medico non è del tutto sospesa, rimanendo sempre attivo un numero telefonico per il triage e per fissare un appuntamento per necessità indifferibili.

Il servizio, che però più di ogni altro è stato necessario modificare ed ampliare, è l’accoglienza notturna. Proprio per evitare assembramenti, la capienza del dormitorio diocesano è stata ridotta a 6 posti e altre 7 persone sono state trasferite in strutture di seconda accoglienza, sempre gestite dalla Caritas. Due parrocchie accolgono altre otto persone, mentre un’altra ha messo a disposizione un ampio locale, presidiato da diversi volontari, dove i senza dimora possono stare durante il giorno. Visto che le richieste di ospitalità continuano, si cerca di trovare un posto letto per chi è ancora in strada anche attraverso i bed&breakfast presenti nel territorio: questa è la soluzione ad oggi per altre 7 persone. Infine, si tiene a disposizione un’altra camera doppia con bagno per l’eventuale necessità di quarantena.

Non solo le parrocchie, ma anche i singoli cittadini si stanno dimostrando attenti ai bisogni delle persone più fragili. Infatti, nonostante tanti volontari di età superiore ai 65 anni, abbiano dovuto sospendere a malincuore il proprio servizio al Centro di Ascolto diocesano, si stanno rendendo disponibili diversi giovani universitari o lavoratori che in queste settimane hanno una riduzione di orario. Attualmente sono una sessantina i volontari coinvolti nei diversi servizi, di cui la metà ha risposto alla richiesta di collaborazione nelle recenti settimane. Il Centro di Ascolto continua a raccogliere nuove forze di chi ha meno di 65 anni ed è in perfetta salute, garantendo che tutte le attività sono svolte in sicurezza, mettendo a disposizione mascherine, guanti, gel disinfettante, e tramite procedure che permettano di mantenere la distanza di sicurezza. “Sono preoccupati sì, - dice Claudio Violani, presidente della Fondazione Pro Solidarietate (ente gestore del Centro di Ascolto diocesano) - saremmo incoscienti a non esserlo... ma sereni perché stiamo facendo tutto il possibile per tutelare la comunità del Centro di Ascolto e anche la collettività, mantenendo aperta l’accoglienza per i nostri ospiti. Ringrazio veramente di cuore tutti i volontari e gli operatori che si stanno adoperando ogni giorno con tanta generosità.”

E questo ringraziamento va esteso anche all’intera comunità faentina, che oltre all’appello per i volontari, sta rispondendo anche con offerte e la donazione di alimenti: proprio oggi (martedì, ndr) ad esempio sono arrivate 100 uova e 100 zuccherini faentini e domani arriverà tanta frutta fresca…tutti prodotti  che saranno distribuiti nelle sportine del take-away e nei pacchi alimentari!

Infine, molte persone stanno rispondendo positivamente anche alla richiesta di disponibilità di alloggio per medici e altro personale sanitario. Al momento non si è ancora verificata la necessità di accogliere personale a supporto dell’ospedale di Faenza, ma con l’amministrazione comunale e l’Ausl si è ritenuto comunque utile attivarsi per trovare sistemazioni adatte allo scopo. E in pochi giorni si sono rese disponibili una quindicina di abitazioni: non solo canoniche o camere di bed&breakfast, ma anche alloggi di privati, che dimostrano nei fatti grande solidarietà.

Info: accoglienza@caritasfaenza.it - 328 3913977.



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