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Pini abbattuti a Errano

Tra tutela del paesaggio e scelte dolorose

 

Pini abbattuti a Errano

Due pini abbattuti lungo il viale di Errano e tante discussioni attorno alle motivazioni del loro destino e al futuro degli altri alberi. Se da un lato sui social locali, in maniera ironica, sono state tirate in ballo fantasiose spiegazioni come l’installazione di nuove antenne 5G - collegate al conseguente propagarsi della pandemia Coronavirus – dall’altro, in modo più serio, residenti, cittadini e associazioni hanno chiesto un approfondimento sulla rimozione dei Pinus Pinae che da anni caratterizzano la strada che porta da Faenza a Errano. Nei giorni scorsi la sezione faentina di Italia Nostra ha scritto alla Soprintendenza, chiedendo spiegazioni sull'accaduto, visto che il viale è oggetto di tutela paesaggistica. “I pini di viale Firenze sono tutelati dalla Regione Emilia-Romagna come monumenti paesaggistici, e per questo motivo vengono periodicamente monitorati e curati attraverso finanziamenti regionali – spiega Marco Valtieri, responsabile del Settore Ambiente del Comune di Faenza – è bene precisare che queste piante sono tutte di proprietà privata ma c’è una convenzione con il Comune perché se ne prenda carico, anche per via della pista ciclabile che si trova a transitare al loro fianco”. Per questo motivo ogni anno vengono svolti monitoraggi per accertare la salute e stabilità degli alberi; negli anni passati alcuni sono stati preventivamente abbattuti ma è anche capitato che altri siano caduti per tempeste o nevicate minando così la sicurezza dei cittadini.

“Il viale in questi anni non è mai stato abbandonato a se stesso, anzi – prosegue Valtieri - L’obiettivo è tutelarlo con le opportune operazioni manutentive, e le risorse ci arrivano da finanziamenti regionali con cui coinvolgiamo anche importanti esperti del settore”. E così, seguito delle ultime relazioni tecniche e di specifiche prove a trazione, due dei pini che caratterizzano il viale sono dunque stati recentemente abbattuti perché mostravano una propensione al cedimento della pianta.

Proprio per salvaguardare questi alberi, oltre agli aspetti manutentivi, i nuovi finanziamenti regionali avranno per tema anche un sondaggio conoscitivo per determinare le cause che hanno portato a un peggioramento delle condizioni dei pini, andando così a valutare possibili interventi nell’area nel suo complesso. Sono infatti molteplici i fattori che possono aver minato a livello biomeccanico la saluti degli alberi – a livello idrico, e infrastrutturale.

Riguardo invece alle future piantumazioni che andranno a sostituire gli alberi abbattuti, “l’idea che abbiamo, quando sarà possibile attuarla in accordo con la proprietà – risponde Valtieri - è quella di rispettare i vincoli esistenti piantumando dei nuovi Pinus Pinea, ma a differenza delle precedenti ricercheremo piante che presentano un fittone integro che le rendano più resistenti”. Solitamente infatti alle piante acquistate in vivaio viene tagliato il fittone, la radice principale della pianta.

“I pini, per le loro caratteristiche strutturali, non si possono consolidare in appoggio o tiratare. La vita degli alberi è complicata – commenta in un suo post Giovanni Morelli, arboricoltore che da anni si occupa della stabilità degli alberi - Vogliamo la sicurezza stradale, le ciclabili per una mobilità sostenibile, vogliamo coltivare i campi, vogliamo tombare fossi e canali, ma poi vorremmo anche gli alberi e non ci arrendiamo alla loro natura vivente. Ci piacciono, forse, ma non ne comprendiamo le esigenze, i tempi, gli spazi. Sarebbe troppo semplice e insopportabilmente autoassolutorio dare la colpa al Comune di Faenza (peraltro uno dei più attenti alla cura e alla gestione del verde, che tanto ha fatto per quei pini), alla Regione, alla proprietà o ai professionisti. L’abbattimento dei Pini di Errano non è un insensato atto arbitrario, è la fine di una storia”. 



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