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Il decreto firmato da S.E. Mons. Mario Toso per la ripresa delle celebrazioni con il popolo

Dal 18 maggio i fedeli potranno tornare a messa, nel pieno rispetto della normativa sanitaria

Il decreto firmato da S.E. Mons. Mario Toso per la ripresa delle celebrazioni con il popolo

Prot. D 15/2020-57

La Conferenza Episcopale Italiana, unitamente alla Presidenza del Consiglio dei Ministri e al Ministero dell’Interno, ha sottoscritto in data 7 maggio 2020 un Protocollo circa la ripresa delle celebrazioni con il popolo. Per la graduale ripresa delle celebrazioni liturgiche con il popolo il Protocollo prevede l’applicazione di misure di sicurezza che devono essere osservate con cura nel rispetto della normativa sanitaria, di contenimento e di gestione dell’emergenza epidemiologica.

Con il presente atto

 

DECRETIAMO

 

Sono approvate e promulgate le seguenti disposizioni che entrano in vigore il 18 maggio 2020.

 

COMUNICAZIONE DELLE DISPOSIZIONI

1. All’ingresso di ogni chiesa o di ogni luogo celebrativo sia affisso un manifesto, fornito dalla Diocesi, con le indicazioni essenziali, tra le quali non dovranno mancare:

  • il numero massimo di partecipanti consentito in relazione alla capienza dell’edificio o del luogo della celebrazione;
  • il divieto di ingresso per chi presenta sintomi influenzali/respiratori, temperatura corporea uguale o superiore ai 37,5°C o è stato in contatto con persone positive a SARS-CoV-2 nei giorni precedenti;
  • l’obbligo di rispettare sempre nell’accedere alla chiesa il mantenimento della distanza di sicurezza, l’osservanza di regole di igiene delle mani, l’uso di mascherina che copra naso e bocca.

 

ACCESSO AI LUOGHI DI CULTO PER LE CELEBRAZIONI LITURGICHE

  1. L’accesso individuale ai luoghi di culto si deve svolgere in modo da evitare ogni assembramento sia nell’edificio sia nei luoghi annessi, come per esempio le sacrestie e il sagrato.
  2. Nel rispetto della normativa sul distanziamento tra le persone, il legale rappresentante dell’ente individua la capienza massima dell’edificio o del luogo di culto, tenendo conto della distanza minima di sicurezza tra i posti, che deve essere pari ad almeno un metro laterale e frontale.
  3. Ove la chiesa non sia idonea al rispetto della normativa sul distanziamento tra le persone, si valuti la possibilità di celebrazioni all’aperto, assicurandone la dignità e il rispetto della normativa sanitaria.
  4. L’accesso allo spazio celebrativo, in questa fase di transizione, resta contingentato e regolato da volontari e/o collaboratori che – indossando mascherina senza valvola, guanti monouso e un evidente segno di riconoscimento (una fascia al braccio che sarà fornita dalla Diocesi) – favoriscono l’accesso e l’uscita e vigilano sul numero massimo di presenze consentite. Si consideri l’ipotesi di incrementare il numero delle celebrazioni liturgiche nel caso in cui la partecipazione attesa dei fedeli superi significativamente il numero massimo di presenze consentite.
  5. Per favorire un accesso ordinato, durante il quale andrà rispettata la distanza di sicurezza pari ad almeno 1,5 metri, si utilizzino, ove presenti, più ingressi, eventualmente distinguendo quelli riservati all’entrata da quelli riservati all’uscita. Laddove non sia possibile utilizzare porte diverse per l’entrata e l’uscita devono essere organizzati flussi alternati di ingresso e di uscita. Durante l’entrata e l’uscita dei fedeli le porte rimangano aperte per favorire un flusso più sicuro ed evitare che porte e maniglie siano toccate.
  6. Ciascun fedele entrando si siederà nel posto libero più distante dall’ingresso. Le procedure di uscita saranno scaglionate a partire dai banchi più vicini alle porte.
  7. Si favorisca, per quanto possibile, l’accesso delle persone diversamente abili, prevedendo luoghi appositi per la loro partecipazione alle celebrazioni nel rispetto della normativa vigente.
  8. Agli ingressi nei luoghi di culto siano resi disponibili liquidi igienizzanti.

 

NORME DI COMPORTAMENTO PER I FEDELI

1. Coloro che accedono ai luoghi di culto per le celebrazioni liturgiche sono tenuti a indossare mascherine senza valvola e a igienizzare le mani con liquido disinfettante.

2. I fedeli assicurino il rispetto della distanza sanitaria.

3. I minori fino a 6 anni di età possono stare seduti di fianco ad un genitore.

4. Si omettano lo scambio della pace e la processione offertoriale.

5. Si ricorda la dispensa del precetto festivo per motivi di età e di salute.

6. In questa fase di transizione, si favoriscano i sussidi per la preghiera in famiglia e le trasmissioni delle celebrazioni in modalità streaming per la fruizione di chi non può partecipare alla celebrazione eucaristica.

 

NORME DI COMPORTAMENTO PER IL CELEBRANTE E PER GLI ALTRI MINISTRI

1. Per favorire il rispetto delle norme di distanziamento è necessario ridurre al minimo la presenza di concelebranti, ministri e ministranti, che sono comunque tenuti al rispetto della distanza prevista anche in presbiterio. Laddove sia necessaria la concelebrazione ciascun concelebrante userà il proprio calice, una propria patena con particola grande e un proprio purificatoio. Ciascun celebrante purificherà esclusivamente il proprio calice.

2. Il diacono si comunicherà sotto la sola specie del pane.

3. Può essere prevista la presenza di un organista/strumentista, ma in questa fase si ometta il coro.

4. Durante tutta la celebrazione le particole destinate ai fedeli siano sempre ben coperte.

5. Per ragioni igienico-sanitarie, non è opportuno che nei luoghi destinati ai fedeli siano presenti sussidi per i canti o di altro tipo.

6. Le eventuali offerte non siano raccolte durante la celebrazione, ma attraverso appositi contenitori, che possono essere collocati agli ingressi o in altro luogo ritenuto idoneo.

 

LA DISTRIBUZIONE DELLA COMUNIONE

1. La particola grande, tenuta in mano dal celebrante, sarà consumata interamente da lui.

2. La distribuzione della Comunione avvenga dopo che il celebrante ed eventualmente il diacono e il ministro straordinario avranno indossato la mascherina, avendo massima attenzione a coprirsi naso e bocca, igienizzato le mani con gel disinfettante, indossato guanti monouso e, mantenendo un’adeguata distanza di sicurezza, abbiano cura di offrire l’ostia senza venire a contatto con le mani dei fedeli.

3. Il Parroco, sulla base della conformazione degli spazi, individuerà il modo più adeguato per distribuire la Comunione tra quelli sottoelencati. Tale modalità di distribuzione deve essere illustrata all’assemblea. La distribuzione della Comunione può avvenire solo sulla mano in una di queste due modalità:

- i fedeli rimarranno al loro posto e i ministri passeranno per la distribuzione dell’Eucarestia. Dopo avere offerto la particola sulla mano, il ministro si sposterà lateralmente, il fedele abbasserà la mascherina e si comunicherà in modo da non farlo di fronte al ministro;

- i fedeli si metteranno in fila per ricevere la Comunione mantenendo sempre la distanza di 1,5 metri. Una volta ricevuta la particola si sposteranno lateralmente, abbasseranno la mascherina e si comunicheranno in modo da non farlo di fronte al ministro.

 

CIRCA LA CELEBRAZIONE DEI SACRAMENTI E DI ALTRE FORME DI CULTO

1. Il richiamo al pieno rispetto delle disposizioni sopraindicate, relative al distanziamento e all’uso di idonei dispositivi di protezione personale si applica anche nelle celebrazioni diverse da quella eucaristica o inserite in essa: Battesimo, Matrimonio, Unzione degli infermi, Esequie, Penitenza, adorazione eucaristica, rosari e altre devozioni.

2. Per i Battesimi il ministro mantenga un’opportuna distanza dal battezzando, dai genitori e dai padrini. Il segno della croce sulla fronte del bambino sia fatto dai soli genitori. Si usino due distinti guanti monouso per le due unzioni. Il Battesimo sia fatto per infusione usando acqua nuova per ogni Battesimo. Si ometta il rito dell’effatà.

3. Nelle unzioni previste nell’amministrazione del sacramento dell’Unzione degli infermi, il ministro indossi, oltre alla mascherina, anche guanti monouso.

4. Il sacramento della Penitenza sia amministrato in luoghi ampi e aerati che consentano al sacerdote e al fedele il pieno rispetto delle misure di distanziamento e la riservatezza richiesta dal sacramento stesso. Sacerdote e fedeli indossino sempre la mascherina e non si collochino uno di fronte all’altro.

5. La celebrazione del sacramento della Confermazione è rinviata.

6. Sono vietate le processioni svolte nella forma consueta. Solo con il permesso delle autorità pubbliche è possibile portare le immagini sacre per la pubblica via.

7. Per le rogazioni si individui un luogo di ritrovo in cui incontrarsi rispettando la normativa sul distanziamento tra le persone e le altre prescrizioni sanitarie.

 

IGIENIZZAZIONE DEI LUOGHI E DEGLI OGGETTI

1. I luoghi di culto, ivi comprese le sagrestie, siano igienizzati regolarmente al termine di ogni celebrazione, mediante pulizia delle superfici con idonei detergenti ad azione antisettica. A questo scopo si utilizzino soluzioni composte al 70% da alcol. Si eviti di pulire con qualsiasi sostanza statue, quadri e pareti, specie quelle affrescate. Le operazioni di pulizia vengano effettuate da persone che indossino mascherina e guanti. Vanno pulite con particolare attenzione le superfici toccate di frequente quali maniglie, porte e sedute. Si abbia, altresì, cura di favorire il ricambio dell’aria.

2. Al termine di ogni celebrazione, i vasi sacri, le ampolline e altri oggetti utilizzati, così come gli stessi microfoni, vengano accuratamente disinfettati.

3. Il purificatoio e il manutergio siano cambiati ad ogni celebrazione. Siano cambiati di frequente palla e corporale.

4. Si continuino a mantenere vuote le acquasantiere della chiesa.

5. Si osservino, altresì, le norme igienico sanitarie allegate al presente Decreto.

Faenza, 12 maggio 2020

+ Mario Toso, vescovo

Dott. Marco Mazzotti, vice cancelliere



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