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Un nuovo direttorio per la catechesi

Uno strumento importante per rinnovare l’evangelizzazione

Un nuovo direttorio per la catechesi

L’evangelizzazione occupa il posto primario nella vita della Chiesa. È il compito che il Signore Risorto le ha affidato. Prescindere da questo compito equivarrebbe a rendere la comunità cristiana una delle tante associazioni benemerite, forte dei suoi duemila anni di storia, ma non la Chiesa di Cristo!

Il nuovo Direttorio è fondamentale perché con esso si intende aiutare la Chiesa a compiere una nuova evangelizzazione. Questa, infatti, dev’essere capace di incidere in un contesto socio-culturale mutato, in cui prevalgono un neoindividualismo libertario, la cultura digitale e una cultura legata all’intelligenza artificiale, aperta a prospettive di transumanesimo. Per evangelizzare in maniera adeguata occorre, pertanto, essere in grado di affrontare le problematiche inerenti a tali orientamenti, specie alla cultura digitale, che tocca in radice la questione antropologica in ogni contesto formativo, quella della verità e della libertà.

Uno strumento importante per la catechesi nella nostra Diocesi

Da tempo la nostra Diocesi è impegnata a strutturare un progetto organico ed unitario di catechesi, ovvero di educazione alla fede, secondo le varie fasce di età. La promulgazione del Direttorio (Pontificio Consiglio per la promozione della nuova evangelizzazione, Direttorio per la catechesi, Libreria Editrice Vaticana-Edizioni San Paolo 2020) è l’occasione per portare a compimento un tale progetto, rendendolo più atto all’inculturazione della fede.

Evangelizzazione e catechesi

Sappiamo che la catechesi è a servizio dell’incontro vero e vivo con Gesù Cristo, presente in ogni persona e nella storia umana. La catechesi continua e completa il primo annuncio kerigmatico, l’evangelizzazione. Aiuta, dunque, ad accogliere, a vivere, a celebrare Gesù Cristo stesso nella propria esistenza, giungendo a testimoniarlo nel mondo. Perciò, la catechesi non è primariamente volta ad imbottire le teste di concetti astratti, quanto, piuttosto, a sostenere la ricezione personale e comunitaria di Gesù, conosciuto ed amato sopra ogni cosa.

La catechesi, quindi, va intimamente unita all’opera di evangelizzazione. Non può prescindere da essa. In questo rapporto il primato spetta all’evangelizzazione non alla catechesi. 

Destinatari

È rivolto in primo luogo ai vescovi, primi catechisti tra il popolo di Dio, perché primi responsabili della trasmissione della fede (cfr. n. 114). Insieme a loro sono coinvolte le Conferenze episcopali, con le rispettive Commissioni per la catechesi, per condividere ed elaborare un auspicato progetto nazionale che sostenga il cammino delle singole diocesi (cfr. n. 413). I più direttamente coinvolti nell’uso del Direttorio, comunque, rimangono i presbiteri, i diaconi, le persone consacrate e i milioni di catechisti e catechiste che quotidianamente offrono con gratuità, fatica e speranza il loro ministero nelle differenti comunità.

Formazione dei catechisti

Con riferimento alla formazione dei catechisti, il Direttorio raccomanda agli Uffici per l’evangelizzazione e la catechesi di predisporre un’offerta formativa che risponda alle dimensioni dell’essere, del saper essere con, del sapere, del saper fare, evitando di accentuare indebitamente una sola dimensione a scapito delle altre. Pertanto, ad esempio, il sapere, che postula un’adeguata formazione, non va trascurato e penalizzato. I contenuti della fede, vanno conosciuti e trasmessi per meglio accogliere Gesù Cristo e dare scientemente il proprio assenso al suo Vangelo.

Ai catechisti va fornita una formazione di base e permanente. Si deve provvedere ad una formazione specializzata per i responsabili e i coordinatori della catechesi in base alle scelte e alle esigenze della Chiesa locale.

Inculturazione della fede

L’esperienza della pandemia ci ha mostrato la necessità di una nuova evangelizzazione, che importa non solo di rifare il primo annuncio, ma anche un’opera volta all’inculturazione della fede. Il servizio che la catechesi offre all’inculturazione non è affatto semplice. Esso richiede la capacità di entrare nelle culture, di conoscerle e di orientarle al Vangelo. Ma per compiere questo si richiede che, sempre la catechesi, educhi le persone e i giovani ad accogliere nel proprio intimo Gesù Cristo, i suoi sentimenti, il suo modo di vedere, il suo Amore, sino rendere i credenti più conformi al Figlio di Dio. Solo così, ossia solo vivendo Cristo, come soleva dire san Paolo, solo dimorando in Lui, è possibile che le persone siano in grado di cambiare in profondità gli stili di vita correnti, i criteri di giudizio, le relazioni, le istituzioni, i costumi e le culture dei popoli. Tramite un tale cambiamento avviene l’inculturazione della fede, che consente di ampliare il pensiero, le condotte, le istituzioni, aprendole a prospettive di trascendenza, all’animazione dell’amore cristiano che sollecita la loro trasfigurazione.

La catechesi di fronte agli scenari contemporanei

Il Direttorio, nel capitolo X, considera la condizione di forte pluralismo presente nella società, il contesto urbano, quello rurale, le culture locali tradizionali, la pietà popolare, il contesto ecumenico. Sottopone a discernimento i linguaggi, la comunicazione, i social, le nuove tecnologie, le questioni attuali antropologiche e di bioetica, la teoria del gender, il digitale, l’impegno ecologico considerato parte integrante della visione cristiana della vita, l’impegno sociale inteso in senso ampio e l’ambiente del lavoro, l’opzione preferenziale per i poveri.

Una nuova evangelizzazione!

La catechesi dovrà rinnovarsi per essere sempre più in grado di proporre il Vangelo in modo vitale, in profondità e fino alle radici delle culture dell’uomo e dei popoli. Ciò implica un processo dinamico fatto di diversi momenti: ascoltare nella cultura della gente l’eco della Parola di Dio; discernere ciò che è autentico valore evangelico o almeno aperto al Vangelo; purificare ciò che è sotto il segno del peccato (passioni, strutture di male) o dell’umana fragilità; fare breccia nelle persone stimolando un atteggiamento di conversione radicale a Dio, di dialogo con gli altri, di paziente maturazione interiore, a livello di coscienza e di spiritualità.

 

Conclusione

La catechesi deve aiutare la fede ad essere realmente l’incontro con una Persona, con l’Amore, prima di essere una proposta morale. Deve concorrere e far percepire che il cristianesimo non è una religione del passato, ma un evento del presente, lieto, bello ed attraente.

Come Diocesi, comunità, associazioni e movimenti, in un momento di cambiamento culturale, siamo sollecitati a far conoscere e ad approfondire il nuovo Direttorio, per aiutare, specie le nuove generazioni, nella crescita della fede.

 

                                                 + Mario Toso



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