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Italia Nostra sottopone ai candidati sindaco dieci punti di riflessione

La sezione faentina dell’associazione vuole promuovere un dibattito costruttivo volto a definire le migliore strategie per promuovere la città, attraverso le sue potenzialità culturali

Italia Nostra sottopone ai candidati sindaco  dieci punti di riflessione

Per la quarta volta nel corso degli anni la Sezione di Faenza di Italia Nostra sottopone ai candidati alle prossime elezioni comunali una serie di elementi di riflessione al fine di promuovere un dibattito e fornire un contributo costruttivo a quella che pensiamo sia una miglior strategia per promuovere la città attraverso le sue potenzialità culturali.

 

Uno degli elementi che nei secoli hanno caratterizzato la città di Faenza è indubbiamente la tradizione storico-culturale ben evidente sia nella qualità architettonica del centro storico, sia nella quantità e qualità delle istituzioni culturali e museali.

 

Nella consapevolezza che sia utile innestare sul passato i progetti destinati al futuro, riteniamo sia ora di elaborare un progetto condiviso e a lungo termine per la città, quindi un’ampia visione senza il condizionamento del limite dei cinque anni di mandato; esso non può prescindere pertanto dalla tradizione della città che comporta quella opportuna valorizzazione culturale che in primo luogo favorisce la crescita civile ma comporta anche ricadute di carattere economico.

 

A questo scopo si indicano gli elementi chiave da pensare ed elaborare in sinergia con istituzioni come la Biblioteca Comunale, il Teatro, musei, raccolte artistiche e associazioni al fine di un indirizzo unitario di un unico progetto con una identità ben riconoscibile.

  1. In primo luogo la ricomposizione e il completamento nella sua interezza della Pinacoteca, una delle più importanti e ricche della regione, il cui valore è dato solo dalla esposizione completa. Deve essere assolutamente integrata con le collezioni dal ‘700 al ‘900, e con i nuclei spesso frutto di munifiche donazioni compreso opere importanti e di respiro europeo, valutando anche la possibilità di utilizzo di spazi attigui sotto utilizzati.

 2.                     L’individuazione di opportuni spazi per le raccolte archeologiche, prevedendo in primo luogo il rientro da sedi fuori città di quegli importanti mosaici, la cui assenza causa una lettura parziale e lacunosa delle vicende antiche.

  1. L’interazione tra il MIC, che pesa notevolmente sul bilancio comunale, con la città e il territorio, al fine di trarre vantaggio dalle ampie possibilità offerte dalla città, evitando che il Museo sia come ora una cattedrale nel deserto, integrandolo e rendendolo comprensibile, ponendolo in relazione alle vicende storiche e artistiche di Faenza.

 

  1. La valorizzazione del ricco e di altissima qualità “percorso neoclassico” che va pubblicizzato e fatto conoscere: Teatro e Galleria dei Cento Pacifici, Palazzo Laderchi, in primis lo straordinario Palazzo Milzetti anche se di proprietà statale, l’architettura neoclassica, fino a pensare ad opportune periodiche disponibilità dei privati.

 

  1. La valorizzazione degli ambienti storici del Palazzo Comunale, luogo di forte valenza simbolica quindi segno identitario della Città, mettendo in relazione le esigenze pratiche con l’individuazione di un percorso da proporre come l’avvio di un itinerario della città, previo il restauro, il riordinamento e la cura degli spazi e degli arredi.

 

  1. A questi elementi si aggiunge la necessità di individuare quanto prima una destinazione appropriata, credibile e meditata, del Salone del Podestà i cui lavori, che hanno comportato ingenti somme di denaro pubblico, sono ormai in fase di completamento; soprattutto si auspica non si tratti di scelte bizzarre cioè come quella fatta poco tempo fa di destinare a bar l’unico luogo deputato a scala e ascensore, pregiudicando le scelte successive. Si sottolinea che le soluzioni dovranno essere in funzione della pubblica utilità, tenendo conto però della scarsa visibilità degli accessi, della difficoltà degli allestimenti e del trasporto dei materiali, problemi che sconsigliano una destinazione per mostre d’arte.

 

  1. Visto poi che sono stati reperiti i fondi necessari per un recupero funzionale del Palazzo delle Esposizioni, sottolineiamo che venga conservata la possibilità di un uso totale ai fini espositivi in rapporto alla tradizione e vocazione degli spazi, come del resto indicato dall’attuale amministrazione nel documento di scelte strategiche da effettuare nei prossimi anni, salvaguardandolo da usi impropri anche parziali.

 

  1. Sempre nell’ottica di un più volte sollecitato utilizzo delle proprietà comunali, anche palazzo Laderchi deve essere riqualificato nella sua interezza, liberando tutti gli spazi da occupazioni incongrue e restituendo a dignità gli ambienti di pregio a partire dall’area del cosiddetto Gabinetto d’Astronomia e tutti gli spazi non compresi nel Museo del Risorgimento e quelli della Società Torricelliana.

 

  1. È sotto gli occhi di tutti poi che il Centro Storico vive momenti difficili per la criticità e mancanza di identità oltre alla trascuratezza, caos, assenza di indirizzi precisi che si riscontrano dagli aspetti secondari perfino in targhe, insegne e arredi, fino a quelli più importanti, ad esempio la mancanza di utilizzo di diversi immobili vuoti, già sede di enti pubblici, e numerosi negozi vuoti. In merito si ritiene urgente un progetto di valorizzazione da parte dell’ente pubblico grazie ad accordi con privati con gestione a scopo di qualificazione. Cercando di dimenticare l’immagine imbarazzante del Centro Storico estemporaneamente sede di manifestazioni, addobbi, tappeti erbosi ecc., che nulla hanno a che fare con la dignità degli spazi e dei monumenti, pensiamo sia il caso piuttosto di tener conto dell’immagine della città e della sua tradizione anche nel settore della ceramica con interventi opportunamente equilibrati.

 

  1. Infine un ultimo, e non certo per importanza, problema. Per Faenza, città collocata sull’asse della via Emilia con l’invidiabile posizione a ridosso del territorio collinare di pregio storico e ambientale, deve essere individuata una linea di tendenza urbanistica che abbia obiettivi strategici al fine di porre un limite agli estemporanei interventi in svariate localizzazioni che comportano generalmente elevati costi per infrastrutture e collegamenti, oltre a frequenti danni di carattere ambientale. Siamo inoltre convinti che per il bene della città e della sua immagine debba essere ribaditoil principio della tutela delle aree verdi prossime al Centro Storico anche se questo va a scapito degli interessi privati.

 



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