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La gestione della CRA Il Fontanone torna pubblica

La posizione della cooperativa sociale In Cammino che gestiva la struttura 

La gestione della CRA Il Fontanone torna pubblica

A mezzo stampa veniamo a conoscenza che “il Comitato di Distretto, il 28 maggio di quest’anno, ha deciso di affidare all’Asp la gestione per cinque anni. Il sindaco Giovanni Malpezzi, Presidente dell’Assemblea dei Soci dell’Asp e del Comitato di Distretto, pur avendo espresso giudizi positivi sulla qualità del servizio fornito dall’attuale gestione del Fontanone, ha però confermato la necessità di attuare un riequilibrio nell’assetto tra i servizi accreditati pubblici e privati nel faentino”.

Cerchiamo di offrire una disamina compiuta dei fatti. In data 5 marzo 2020 a seguito di specifica convocazione, il Sindaco di Faenza ha comunicato l’intenzione di affidare la gestione della CRA Il Fontanone all’Asp della Romagna Faentina, sostenendo la necessità di riequilibrare i conti della suddetta società pubblica di cui lo stesso Sindaco presiede l’Assemblea dei Soci. Nell’occasione il Dr. Malpezzi ha precisato di essere bene consapevole che la gestione pubblica sarebbe stata più costosa, ma si trattava di una “decisione politica” che sarebbe stata assunta dal Comitato di Distretto. Abbiamo esposto una serie di elementi tecnico-economici sostenendo i benefici per la collettività della forma di gestione in essere, evidentemente più economica per i cittadini che lo stesso Sindaco dovrebbe rappresentare.

Come richiesto abbiamo trasmesso le valutazioni economiche in data 9 maggio, chiedendo contestualmente di essere informati sulle scelte che sarebbero state intraprese. Non abbiamo saputo più nulla.

Successivamente il 29 giugno u.s. abbiamo avanzato richiesta di proroga degli accreditamenti in essere. Il giorno successivo ci è pervenuta la conferma per tutte le strutture, ad eccezione della CRA Il Fontanone senza che fosse addotta alcuna motivazione.

Il 1 luglio abbiamo avanzato richiesta di accesso agli atti (ai sensi degli artt. 22 e seguenti della Legge 7 n. 241/1990) senza aver ottenuto a tutt’oggi alcuna risposta.

In sostanza, rispetto ad un provvedimento che incide direttamente su un elevato numero di utenti e lavoratori a distanza di 55 giorni è pervenuto quasi nulla.

Le decisioni politiche possono essere legittimamente assunte se adeguatamente e ragionevolmente motivate e se rispettose delle regole previste dalle norme. Nutriamo il dubbio che questi requisiti sussistano, pertanto abbiamo conferito mandato ai legali di nostra fiducia affinché salvaguardino uno dei principali diritti di interesse comune, ovvero il rispetto delle regole.

Quando l’Amministrazione Comunale vorrà trasmetterci gli atti amministrativi richiesti esporremo pubblicamente le nostre ragioni.



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