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Da Strasburgo a Faenza per amore... e non solo

Intervista a Emma Berthaud in servizio al Centro di Ascolto della Caritas diocesana

Da Strasburgo a Faenza per amore... e non solo

Servizio civile significa innanzitutto mettere in gioco se stessi conoscendo nuove realtà, ed è così che Emma Berthaud ha accettato questa sfida ed è partita dalla Francia con destinazione Faenza, passando dagli studi di Grafica al supporto alle attività che fanno capo al Centro di Ascolto diocesano e dedicando un anno della propria vita al servizio agli altri. Emma, infatti, da gennaio 2020 svolge il proprio Servizio civile al Centro di Ascolto di Faenza, in un anno particolare segnato dal Covid-19, e occupandosi di varie attività: dall’accoglienza degli ospiti al servizio mensa, fino al coinvolgimento in diversi progetti, come quello dell’orto sociale Terra condivisa.

Ma come è arrivata Emma, dalla Francia, a conoscere e a impegnarsi in questa realtà? “Finiti gli studi, mi sono laureata nel giugno 2019 in Grafica a Strasburgo, ma prima di inserirmi pienamente nel mondo del lavoro avevo voglia di fare un’esperienza di volontariato legata al sociale: durante l’università, infatti, raramente mi sono confrontata con quello che potrei definire il ‘mondo reale’, ed ero un po’ chiusa dentro la mia comfort zone”.

Ad agosto Emma ha raggiunto il proprio ragazzo a Faenza e a gennaio di quest’anno è arrivata la chiamata dalla Caritas per iniziare il Servizio civile, dopo che lei aveva fatto domanda.

“Mi è sembrata una bella occasione, anche perché si trattava di prestare servizio in un mondo di cui sapevo davvero poco. Inoltre in Francia realtà come la Caritas in genere sono meno conosciute, ci sono più associazioni laiche che si occupano di supporto alla povertà, ma è stato bello conoscere anche la rete che Caritas riesce a creare su tutto il territorio nazionale: mi sono trovata in un ambiente molto accogliente e ben strutturato”.

Inizialmente il progetto prevedeva che Emma si occupasse del Centro di accoglienza femminile, chiuso però in questi mesi a causa dell’emergenza. Così Emma è stata trasferita in via d’Azzo Ubaldini che, invece, in questi mesi, ha avuto particolare bisogno per supportare famiglie e persone in difficoltà, anche per via del lockdown. Nasce così una routine fatta di tanti servizi diversi, ognuno con una propria specificità: prontezza, empatia, competenza sono tutte qualità da mettere in campo ogni giorno e che lo studio dei libri non può insegnare.

“Durante la settimana, alcuni giorni sono all’accoglienza del Centro - spiega Emma - un luogo molto importante perché è il primo con il quale le persone si interfacciano e devi saperle direzionare al meglio rispondendo in maniera efficace ai loro bisogni, che possono essere dalla richiesta del pacco spesa a un colloquio specifico”. Non solo lavoro di segreteria: Emma infatti si occupa anche del progetto Terra Condivisa, un progetto di inserimento lavorativo innovativo che produce, nella zona di Castel Raniero, frutta e verdura consegnate a domicilio proprio da Emma e da altri volontari. Ma le attività in questo Servizio civile non si esauriscono qui. “A me piace in particolare il servizio mensa - dichiara - anche se in questo periodo ha avuto un riallestimento per rispettare le norme Covid. In generale, comunque, alla mensa riesci a vivere pienamente il senso di comunità che anima il mondo Caritas e hai modo di fare qualche chiacchiera con gli ospiti conoscendo così le loro storie e relazionandoti con loro in maniera più intima, mentre all’accoglienza spesso si è sempre di fretta”.

Come in tutti gli ambienti, anche questa realtà ha le sue sfide.  “La cosa più difficile che ho incontrato finora - risponde Emma - è stata quella di dover dover dire ‘no’ agli ospiti, spiegando loro che il processo amministrativo ha delle regole. In generale, però, sto imparando davvero tanto e questo servizio mi mette a contatto con tante persone diverse, facendomi vedere Faenza sotto un altro occhio. È un’esperienza che mi sta dando tanta soddisfazione”.

Nei prossimi mesi Emma continuerà così nel suo servizio al Centro di Ascolto, ma nel suo futuro ci sarà ancora Faenza?

“Al momento la mia intenzione è quella di rimanere qui - conclude Emma - anche grazie a questa esperienza mi sono integrata molto nella città e mi trovo molto bene”.

Samuele Marchi



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