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Covid-19 e ciclone Amphan

Mesi difficili per la Zona di Sathkira, in Bangladesh

Covid-19 e ciclone Amphan

Questo Paese è conosciuto per il suo alto numero di abitanti e la scarsità dei mezzi economici delle famiglie che li vivono. L’economia si basa su un’agricoltura di sussistenza, spesso messa a repentaglio dalle condizioni climatiche. Il 20 maggio si è abbattuto sul Bangladesh un violento ciclone.

I forti venti hanno divelto i tetti delle case in muratura, distrutto le capanne di terra e paglia. Le piogge hanno ingrossato i fiumi, che sono straripati, distrutto gli argini in vari punti e allagato il territorio circostante, compresi villaggi li disseminati.

Il periodo era già molto critico, perché anche quel Paese è stato colpito dal Coronavirus e le autorità avevano decretato l’isolamento sociale, compresa la chiusura di tutte le attività economiche, commerciali e pubbliche. Non potendo esercitare alcuna forma di lavoro e commercio, le famiglie erano in grande difficoltà. Il ciclone ha duramente colpito soprattutto quelle che già maggiormente soffrivano e che abitavano in capanne in precaria stabilità. Padre Luigi Paggi, missionario saveriano, originario di Sorico, che sorge sulle rive del lago di Como, opera da circa 50 anni in Bangladesh e più precisamente della zona di Sathkira, poco lontano dal confine con l’India, in favore di una vasta comunità Munda. Questa etnia vive emarginata ed in condizioni molto precarie. Le famiglie sono molto povere, tanto che è radicata in loro l’usanza di far sposare le figlie quando sono ancora adolescenti, per non dover fornire la dote, prevista invece quando le giovani hanno un’età normale per sposarsi. Padre Paggi si è attivato per realizzare una struttura adatta ad accogliere le fanciulle che si ribellano a questa barbara usanza. Le ragazze ospiti, grazie alla solidarietà degli amici italiani di p. Luigi, possono studiare e prepararsi a occupare un posto nella vita che le porterà a essere utili anche in favore degli “ultimi” delle comunità da cui provengono.

Sono stato contento di scoprire che il gruppo di Sorico è sorto 50 anni fa e che fin dal primo momento i suoi volontari, come quelli del Comitato di Amicizia, si sono impegnati nella raccolta differenziata di materiali riciclabili, per ricavare i fondi necessari al finanziamento delle opere gestite dal loro amico missionario.

In questo periodo ben tre ragazze accolte da p. Luigi hanno superato l’importante esame Ssc - Secondary School Certificate, che ogni studente deve sostenere dopo i primi dieci anni di studio e che assegna il certificato di scuola superiore. Purtroppo, a causa del Coronavirus, le scuole sono chiuse, pertanto Konika, Suprya e Lipika dovranno attendere alcuni mesi prima di poter riprendere gli studi.

Il ciclone Amphan ha colpito duramente la zona, ma nessuna vittima viene lamentata, perché le autorità avevano emesso per tempo il preavviso e la popolazione ha avuto il tempo di rifugiarsi nei rifugi anti ciclone costruiti nel corso degli ultimi anni. In attesa che il governo metta in atto l’azione di ricostruzione, sono gli abitanti ad impegnarsi nella riparazione delle falle con sacchi ed arbusti. Poi cercheranno di far ritornare l’acqua che ha inondato i villaggi entro l’alveo dei vari rami del delta.

P. Paggi, aiutato dalle sue ragazze e dal gruppo di volontari che ha organizzato, ha potuto portare pacchi di alimentari: riso, patate, lenticchie ed olio alle famiglie in difficoltà, perché l’alluvione ha distrutto le scorte che esse avevano. Grazie alla generosità dei suoi amici, ha potuto anche consegnare piccole somme in denaro per offrire aiuto ai casi più disperati.

Il Coronavirus sta diffondendosi in Bangladesh. Esso è un pericolo enorme, considerate le condizioni in cui vivono le migliaia di famiglie in stato di bisogno estremo. A pochi chilometri dalla missione in cui vive p. Luigi è stato creato il Friendship Hospital, un piccolo ospedale finanziato dal Lussemburgo. Il direttore, un bengalese che ha studiato nelle Scuole cristiane della capitale Dacca, ha organizzato un corso per formare alcuni giovani a istruire la popolazione su come fronteggiare la pandemia.

Le ragazze e i giovani della foresta del Sunderban, dove vive la tigre reale del Bengala, in favore dei quali p. Luigi opera, hanno frequentato questo corso e poi hanno iniziato a visitare i vari villaggi per diffondere quanto avevano appreso. Hanno sensibilizzato le famiglie a preoccuparsi della igiene personale e domestica, a mantenere la distanza sociale e soprattutto a usare la mascherina, che viene prodotta in laboratori artigianali locali. Essi hanno anche realizzato un filmato con mezzi propri, cioè con uno smarthphone e un’App amatoriale, visionabile a questo link https://drive.google.com/file/d/18rwHpzWVI_v43ODy0ac4J9Z3XIiBJb87/view?usp=sharing

Ciò denota quanta strada abbiamo compiuto sulla strada della trasformazione, come quella che consente al bruco di diventare farfalla.

La povertà dei Munda resta immensa, ma grazie all’opera di p. Luigi, molti sono i miglioramenti avvenuti nelle famiglie di questa etnia.

Raffaele Gaddoni



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