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Mattia e Massimo, due nuovi sacerdoti

Cattedrale di Faenza piena sabato scorso, 24 giugno, con amici e parenti stretti attorno a Mattia e Massimo
Mattia e Massimo, due nuovi sacerdoti

in occasione della loro ordinazione a sacerdoti per imposizione delle mani da parte del vescovo Mario. “Come abbiamo udito dal profeta Isaia (Is 49, 1-6), Dio sceglie fin dal grembo materno coloro che chiama a una missione particolare.

Così è stato per Giovanni Battista, per Gesù (cf Lc 1,31) e anche per l’apostolo Paolo (cf Gal 1,15). Lo stesso possiamo dire per voi, cari ordinandi: il Signore chiama fin dal seno della propria madre e assiste con la sapienza dello Spirito, rendendo la lingua come spada”: così il vescovoMario, nella sua omelia, è andato subito al cuore della celebrazione.

“Anche voi avrete unamissione essenziale da compiere: essere luce delle nazioni, apportatori di salvezza sino ai confini della terra.Verrete ordinati presbiteri per annunciare la Parola diDio, per offrire la salvezza di Cristo, per testimoniare la sua misericordia ed edificare il suo Corpo. È giunto il momento in cui lo Spirito del Signore vi costituirà segni di redenzione, segni vivi ed efficaci, presenti tra gli uomini, a loro favore. Il servizio pastorale che assumerete vi porrà nella condizione di continuare l’opera santificatrice di Cristo mediante i sacramenti, di essere maestri, guide ed educatori del popolo di Dio. Proprio per questo, siete chiamati a modellare la vostra esistenza su Cristo, il buon Pastore, il Servo fedele della volontà del Padre”.

Perché il cuore della vita di un presbitero è Gesù Cristo. “Vivete, pertanto, centrati nel raccoglimento in Gesù Cristo, sommo Sacerdote, ponte tra Dio e gli uomini. - ha continuato il vescovo - Uniti a Lui, non sarete staccati dalla gente e dai problemi della vita quotidiana. La stessa comunione con il Figlio di Dio, l’Inviato, vi solleciterà a uscire incontro al povero, a essere accanto a chi cerca luce e conforto, a condividere dolori, gioie e speranze. Perché familiari e intimi di Gesù, Uomo perfetto, la vostra umanità sarà più sorprendente, più ricca di tenerezza, più capace di accoglienza, e apportatrice di quella consolazione profonda, che proviene da Dio Padre”.

C’è sete di infinito negli uomini e donne del nostro tempo, e proprio stando in mezzo alla gente “potrete aiutarli meglio, perché quell’Infinito l’avete incontrato voi in primo luogo e avete dimorato presso di Lui, sperimentando la sua dolce e sconfinata Bontà. Lo Spirito del Signore Gesù, ricevuto e gustato in ogni giorno della vostra fatica pastorale, vi renderà guide sapienti e ricercate, amici sicuri che non abbandonano il proprio popolo. Chi esce trasfigurato dalla consuetudine con Dio va verso l’uomo di oggi, verso ogni persona, piccola o grande che sia, senza pose, senza schemi preconcetti, in un certo senso disarmato, senza ostilità, con il cuore in mano, offrendo un’umanità ricreata, restituita alla propria originaria e innata bontà, all’empatia più pura e vibrante”.

Il richiamo a questa sostanziale familiarità con il Signore, per il vescovo Mario “l’assidua condivisione della sua vita e del suo progetto sull’uomo e sul creato, vi renderà (Mattia e Massimo) inevitabilmente, al pari di don PrimoMazzolari e don Lorenzo Milani, onorati e additati come modelli da papa Francesco, presbiteri esigenti e anche un po’ scomodi.

Imitatene l’amore per Gesù Cristo, per la gente, in particolare per le nuove generazioni. Essi erano sacerdoti poveri di sostanze finanziarie, ma non di fede e di cultura. Se rimarrete fedeli a Cristo, non potrete rassegnarvi a tutto ciò che toglie dignità alle persone, libertà alla Chiesa, amore e solidarietà ai più deboli.Non dimenticate, però, che la vostra inquietudine non potrà mai essere frutto di ribellione,ma di amore per ogni uomo, per il popolo di Dio, per la carne sofferente di Cristo, che è anche quella di coloro che vengono privati della vita sin dal grembo materno. L’amicizia di Dio vi riempirà il cuore del desiderio di essere suoi missionari, vi inculcherà passione per la Verità, per quel sapere e per quell’educazione che consentono a tutti, specie ai giovani, di poter conoscere meglio il bene e di decidersi per il servizio, partecipando con passione all’opera costruttrice della casa comune”. C’è poi, per questi due nuovi sacerdoti, un’occasione straordinaria, quella di essere ordinati nell’anno in cui ha preso il via il Sinodo diocesano dei giovani. “Ne sarete protagonisti - ha sottolineato mons. Toso - con il vostro entusiasmo di giovani presbiteri innamorati di Cristo.

Aiutate i giovani, che troverete sul vostro cammino, a re-incontrare il Signore Gesù, a offrirsi a Lui con tutto se stessi, per amare di più, per vivere colmi di gioia, per la felicità piena delle nostre comunità e delle nostre famiglie. Non sentitevi mai padroni di Gesù e delle persone. Preoccupatevi solo che il desiderio di Dio cresca in tutti. È Lui che salva. Nessun altro. Non cessate di stupirvi per le meraviglie che Egli compie nel suo popolo”. Nel concludere la sua omelia, il vescovo Mario ha invitato i due nuovi sacerdoti a non fermarsi di fronte alle difficoltà del nostro tempo,ma a confidare nello “Spirito di Dio e del suo Cristo”, invocando l’aiuto della Beata Vergine delle Grazie.



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