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Tre sere educatori, 1^: Chiamati a essere persone

?... per essere santi e immacolati al suo cospetto nella carità" (Ef 1,4). Verso la maturità umana
Tre sere educatori, 1^: Chiamati a essere persone

Relatore:
Don Stefano Guarinelli – sacerdote, psicologo e psicoterapeuta della diocesi di Milano

 

Non si può “costruire” un cristiano se prima non c'é la persona umana. Sarebbe come mettere un vestito su un attaccapanni. È importante, dunque, formare belle persone. Ma chi si preoccupa di questo?

Spesso, ci si lamenta della scarsa educazione delle nuove generazioni, dell'assurdità di certe violenze, della mancanza di empatia nei confronti di ogni prossimo.

Ci si rifugia nell'alibi della scarsa educazione ricevuta in famiglia, ma poi si conclude dicendo che la famiglia in crisi non può educare. Allora chi deve farlo? Una parte di impegno e responsabilità deve assumerla  anche la Parrocchia.

Educare alla fede non è forse anche educare all'umano? «Un Dio che non faccia fiorire l’umano non merita che ad esso ci dedichiamo» (D. Bonhoeffer).

Gesù è venuto per far conoscere il Padre. Non lo ha presentato come uno che sta sulle sue e cerca in tutti  i modi di essere riverito, pregato. Il Padre che Gesù annuncia intende "restaurare" l'umanità. Quando è stata creata l'umanità era "molto bella" (cfr Gen. 1). Il peccato l'ha rovinata. Pur avendo bisogno di riparazioni, nella mente del Padre l'umanità rimane sempre una cosa bella. Per questo Gesù insieme all'evangelizzazione ha operato molte guarigioni. Non per qualificarsi come guaritore, ma per dimostrare che il vangelo guarisce anche la realtà umana in tutte le sue dimensioni.

"Chiunque segue Cristo, l'uomo perfetto, diventa anch'egli più uomo" (GS 41).

Dunque a Gesù interessa che siamo delle belle persone. "Così risplenda la vostra luce davanti agli uomini, perché vedano le vostre opere buone e rendano gloria al vostro Padre che è nei cieli" (Mt 5,16).

Per coloro che hanno il compito di educare si impone la capacità di evidenziare in ogni persona ciò che è buono per coltivarlo e ciò che è sbagliato per renderlo buono. Ogni persona è un insieme di opportunità da coltivare sapendo che ognuno è "tempio dello Spirito Santo"  e che per ciascuno Gesù ha versato il suo sangue.

Se siamo convinti che il Signore ci chiama ad essere belle persone, il compito di educare troverà motivazioni importanti, attenzione ad ogni persona, stimolo a non arrenderci neanche di fronte alle situazioni più difficili.

La persona bella è quella che sa amare in modo sempre più oblativo e generoso. Atteggiamento che va coltivato in una vera esperienza di gruppo, favorendo la più ampia socializzazione ed empatia. Senza escludere una preghiera che renda presente l'esempio di Gesù.

per l'Ufficio Catechistico

don Antonio Taroni



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