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Nuovo parroco a San Francesco

Padre Ottavio è il nuovo parroco in S.Francesco e S.Ippolito. Domenica il suo ingresso
Nuovo parroco a San Francesco

“Sono qua da giovedì e ho già visto che a San Francesco si confessa molto”. Così padre Ottavio, che viene da Arcene (piccola rocca), località un tempo collocata ai confini tra la Repubblica di Venezia e il Ducato di Milano, si è presentato in redazione. Eccetto il lunedì, ogni giorno un frate è presente stabilmente in chiesa ore 9-11.30 e 16-19.

 

Il nuovo parroco di S.Francesco e S.Ippolito si insedia domenica prossima, 8 ottobre. La celebrazione delle ore 11.30, per l’occasione, sarà presieduta dal vicario Michele Morandi.

Nato nel 1946 in una famiglia di contadini, padre Ottavio ci dice che erano sette fratelli oggi rimasti cinque, e uno, padre Domenico, è stato rettore della Basilica del Santo a Padova, ma è morto tre anni fa. “Sono entrato in seminario nel 1956 - spiega -, poi ho avuto la grazia di fare il ‘68. Fino ad allora giocavamo a pallone in tonaca, e non potevamo frequentare gruppi femminili o vedere film,… poi un rettore illuminato cambiò tutto. Potevamo uscire, vedere film,… Fu un momento di frattura molto grosso nel mondo dei frati minori conventuali”.

Padre Ottavio comincia a raccontarci la sua vita di frate e scopriamo in lui anche un collega giornalista.

Dal 25 marzo 1972 ho lavorato al Messaggero di S.Antonio, prima come capo del personale, poi come vice direttore. Dal 1981 al 1991 sono stato al Villaggio S.Antonio di Noventa Padovana e ho trasformato quello che fino ad allora era stato un orfanatrofio in un centro di aiuto (con diversi laboratori) a persone con problemi e alle loro famiglie. Avevamo ospiti circa 70 ragazzi. Nel tempo, abbiamo dato vita alla ‘Barchessa’, struttura che accoglieva quattro comunità di persone diversamente abili. Nel 1991 il mio provinciale, oggi vescovo a Treviso, mi diede l’opzione: vai parroco a Padova o a Milano.

Cosa scelse?

Milano, fino al 2001, in una parrocchia di 13mila abitanti. Eravamo 5 frati e lì non sono mai andato a letto prima di mezzanotte. A Milano si lavora 24 ore su 24. Ma la cosa più bella fu di trovarmi a contatto con il card. Martini. E a proposito dell’impegno, ricordo volentieri un aneddoto. A Martini chiesero: Lei lavora dopo cena? “Purtroppo si!” Rispose. “Ma fino alle 22 l’angelo custode mi assiste, fino alle 22.15 angelo e diavoletto si combattono; quel che accade dopo è solo frutto del diavoletto” per cui chiudo ogni impegno entro le 22 - 22.15.

Ha ancora una grande ammirazione?

Per me è l’ultimo grande padre della Chiesa di Occidente. E quando vado a Milano, in duomo, sulla destra c’è la sua sepoltura con questa scritta: ‘Lampada ai miei passi Signore è la tua parola’.  Sono stati grandi anni dal punto di vista formativo. Poi sono vissuto quattro anni nella nostra comunità di Brescia e lì ricordo le esperienze:

- cena povera (ogni venerdì sera con pane e acqua, riflessione e preghiera nel refettorio dei frati con un centinaio di persone);

- scuola di preghiera (come pregava il pellegrino russo: Signore abbi pietà di me che sono peccatore!).

Dal 2005 sono stato a Genova, a S.Francesco Albaro, la zona della città in cui sorge prima il sole. Alla fine, over 70enne, ho chiesto il pensionamento.

E invece è venuto a Faenza .

Proprio così, mi hanno spedito a Faenza, ma ne sono molto contento. Siamo 5 frati, fra cui padre Eugenio Preti, l’unico rimasto di quelli che c’erano prima. Con me sono arrivati anche p. Franco Pietro (era parroco a Genova), padre Giuseppe Sabbioni (viene da Longiano), fra Andrea Toso (da Longiano, originario di Gatteo a Mare). Stiamo già focalizzando i gruppi famiglia, sulla scia di quanto già facevo a Genova, e altro impegno sarà quello di promuovere pellegrinaggi.

Gli prospettiamo una collaborazione con Il Piccolo, che ufficialmente inizia con questo numero, e da buon giornalista ci presenta subito il nuovo strumento comunicativo parrocchiale.

Si chiama ‘Pietre vive’ e serve di collegamento fra le due parrocchie, ma anche con la gente che arriva in San Francesco anche da fuori città.

a cura di Giulio Donati



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