_
Cinema Europa Festa san Pier Damiani Torricelli - serata Umberto Boschi Con Maria per le donne Cefal x donna 8 marzo
sfoglia la rivista
carta bianca libri su p.Daniele Presentazione libro Baldassarri schede di Quaresima fondazione dalle fabbriche Home Diocesi di Faenza Modigliana Vangelo del giorno Logo CEI Biblioteca digitale Faenza Libro di Padre Daniele

Due sorelle con Cristo!

Indiane di origine, ospiti al monastero di S.Umiltà, hanno rinnovato i voti davanti al vescovo Mario e alla badessa suor Gian Paola
Due sorelle con Cristo! La Parola studiata e pregata deve diventare vita vissuta
(a cura di Giulio Donati)
In occasione della 22^ Giornata mondiale della vita consacrata, mons. vescovo ha presieduto la celebrazione che nella chiesa del Carmine, il 2 febbraio, ha visto raccolti religiose e religiosi della nostra diocesi.
Nel corso dell’omelia ha sottolineato che “Il Signore Veniente non giunge in mezzo a noi per lasciare le cose come stanno, anche nei nostri conventi o case religiose. Egli scende per purificare tutti, non escluse le persone dedite al culto, le claustrali, i religiosi e le religiose, i laici. Il Signore viene per renderci più autentici, più capaci di servire, mediante l’offerta disinteressata e generosa di noi stessi.
L’azione di rinnovamento del Signore nei confronti delle persone a Lui consacrate non è fine a se stessa, non finisce nelle persone che ne sono investite. Come Maria e Giuseppe che ascendono al tempio e vi sostano, anche le persone consacrate diventano partecipi della profezia concernente il Messia. Maria e Giuseppe incontrando gli anziani profeti Simeone e Anna, sentono cantare sia il futuro di salvezza preparato da Dio per i popol
della terra, sia il futuro di sofferenza del Figlio di Dio. Il padre e la madre di Gesù sono benedetti da Simeone e Maria si sente dire: ‘Ecco, egli è qui per la caduta e la risurrezione di molti in Israele e come segno di contraddizione - e anche a te una spada trafiggerà l’anima - affinché siano svelati i pensieri di molti’ (Lc 2, 22-40)”.
Per mons. Toso le persone consacrate, “spose di Cristo, sono chiamate a condividerne il destino”. Dunque sono nel mondo, al pari del Messia, in quanto segno di contraddizione. Lo cercano incessantemente, notte e giorno, come segno di divisione. “La loro vita, completamente dedita a cercare il volto di Dio, a conoscerlo e ad amarlo, è posta totalmente a servizio di un amore pieno di verità, che sbaraglia il male, il diavolo, colui che ha il potere della morte (cf Eb 2, 14-18).”
La loro è vita di monastero, ma allo stesso tempo “si proietta nel mondo, raggiunge le vicende dell’umanità. È vita per Gesù Cristo e per il suo corpo mistico”.
Religiose e religiosi sono stati quindi invitati a “a essere nella nostra Chiesa locale persone votate a Cristo, persone che tessono l’unità e sono maestre nel servizio della comunità e non ambiscono a tenere sequestrate le persone a sé, bensì le portano a Gesù Cristo”.
Ci sono quindi tre condizioni da osservare in vista di tale servizio. Per prima cosa si deve curare bene la propria vita interiore (“la prima e più importante attività missionaria e pastorale”). Poi occorre “camminare in cordata”, avendo chiaro che “il ministero ha una radicale forma comunitaria, che non equivale a una somma di tanti”. E se è opera comunitaria, non può essere dell’uno o dell’altro. Infine, “regola di vita delle persone consacrate e impegnate pastoralmente è lo studio: perché il proprio ministero ecclesiale possa essere e restare tale - ossia servizio pastorale - occorre tenere in alta considerazione lo studio della sacra Scrittura, nonché l’esperienza di una fede incarnata nel mondo contemporaneo. Chi non studia - ha sottolineato mons. Toso - e pretende di insegnare, ebbe a scrivere Gregorio Magno nella sua Regula pastoralis, è un temerario”.


_
Invia ad un amico Stampa