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Quali politiche familiari sul territorio

Incontro con Gianluigi De Palo, lunedì 12 febbraio in Seminario, ore 20.45. Invitato da A gonfie vele, Ac e Pastorale Familiare
Quali politiche familiari sul territorio (a cura di Giulio Donati)
Lunedì 12 febbraio alle ore 20.45 in Seminario, è in programma una serata per approfondire e conoscere quali politiche familiari e quali dinamiche economiche sono a favore della famiglia cristianamente intesa e quali, invece, vanno in direzione contraria. Relatore Gainluigi De Palo, presidente nazionale del Forum delle Associazioni familiari (eletto il 28 novembre del 2015), che da anni si occupa di valorizzazione della famiglia nella società. Organizzata da Pastorale Familiare e Azione Cattolica, aperta a tutti.
De Palo ha 39 anni ed è sposato con Anna Chiara da 11. Padre di quattro figli è da sempre impegnato sui temi delle politiche familiari. Già presidente delle Acli di Roma e del Forum delle famiglie del Lazio, ha ricoperto il ruolo di assessore tecnico alla famiglia e alla scuola del Comune di Roma dove è riuscito a realizzare localmente il Quoziente Familiare.
Nell’ottobre del 2014 è stato il promotore del ‘movimento dei passeggini’ che ha coinvolto migliaia di mamme e papà, riempiendo piazza del Campidoglio di passeggini vuoti a causa degli aumenti delle tariffe degli asili nido della capitale. Giornalista e scrittore, attualmente si occupa di formazione alla leadership.
Nel 2015 scriveva sul suo sito: “Anche quest’anno la legge di stabilità non prende in considerazione le famiglie”. Lo scorso anno si è permesso un commento in maniera ufficiale alla manovra finanziaria del Governo. “Per quanto riguarda lo scorso anno (manovra 2017), il Paese è stato bloccato dal grande bluff del referendum costituzionale.
Qualunque provvedimento è stato procrastinato a dopo l’esito della consultazione”. Ma da Renzi a Gentiloni, per la famiglia, De Palo non ha notato cambiamenti. “Non c’è stato un esecutivo che, sinora, sia riuscito a fare sintesi sul tema delle famiglie. Da trent’anni a questa parte le cose vanno sempre peggio. Fare qualcosa per le famiglie è come piantare un albero: all’inizio non lo vedi, ma il Paese, quando inizia a crescere, ne risente positivamente”.
Se il continuo avvicendarsi di esecutivi impedisce lo sviluppo di un progetto organico di interventi, l’esigenza sarebbe quella di poter disporre del “quoziente familiare alla francese. In Italia, però, non ci si è mai lavorato seriamente”.


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