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Le famiglie santagatesi nel 900

Mostra in occasione dei festeggiamenti della Patrona
Le famiglie santagatesi nel 900

(di Armanda Capucci)
Nell’ambito delle iniziative per la festa della Patrona, in corso fino all’11 febbraio, sono state allestite anche alcune mostre fra le quali “Le famiglie santagatesi nel ‘900”. Nel comporre questa mostra fotografica, che vuol essere un omaggio a tutte le famiglie del nostro paese, diverse sono state le osservazioni: la famiglia come istituzione, per secoli, è stata considerata un porto sicuro, nel bene e nel male, dalla nascita alla morte. Lo è ancor oggi? Come si è trasformata?

Le 130 immagini esposte sono eloquenti e rappresentano un tuffo nel passato, a partire dal lontano ‘900, per rivedere luoghi e generazioni di persone che non ci sono più ma che hanno trovato la loro continuazione nelle famiglie attuali: foto talvolta sbiadite o macchiate che hanno subito l’usura del tempo, ma proprio per questo ancor più preziose, molte tratte dall’ archivio fotografico della Biblioteca Comunale, altre consegnateci in questa occasione.

Negli anni ‘60, il passaggio dal bianco e nero al colore nella fotografia, coincide con un cambiamento radicale della società. Infatti, con l’avvento delle nuove tecnologie, il tramonto della millenaria civiltà contadina registra anche la trasformazione della famiglia, da tradizionale, patriarcale a nucleare. Queste immagini ne sono la prova e si prestano a diverse letture e considerazioni a carattere storico, sociale e culturale con tradizioni, usi e costumi che si sono trasformati negli anni. Fra quelle di inizio e quelle di fine secolo si riscontra una differenza abissale. Da un lato appaiono gruppi numerosi con nonni, bisnonni, zii e coppie prolifiche con uno stuolo di bambini, persone invecchiate precocemente, volti scavati dalla fatica, rari i sorrisi, sguardi che tradiscono l’emozione: la macchina fotografica intimidiva. Si notano gli indumenti quasi sempre modesti di colore grigio scuro o nero con le gonne lunghe per le donne dai lunghi capelli raccolti sulla nuca. Dall’altro lato, appaiono gruppi piccoli con persone sorridenti, genitori con pochi figli e quasi mai la presenza di altri familiari, mentre una volta, nella stessa famiglia sempre molto numerosa e per di più nella stessa abitazione, potevano vivere almeno tre generazioni: bisnonni, nonni, genitori ed anche i loro primi nati.

Oggi, al massimo, possono convivere padre, madre e un numero esiguo di figli, spesso unici, raramente anche i nonni. In queste immagini possiamo poi osservare la trasformazione quasi frenetica avvenuta nell’ultima parte del ‘900 e all’inizio del 2000. Tutte, però, comprese le più lontane nel tempo, ritraggono momenti di gioia o di serenità, anche durante il lavoro, oppure avvenimenti importanti da non dimenticare. Le prime erano le foto “della domenica”, talvolta una sola conservata per tutta la vita e l’occasione si presentava quando i parenti si riunivano e si ritrovavano in un particolare giorno di festa. Quasi un segno d’affetto, per dimostrare la propria coesione e lasciare una testimonianza preziosa per i posteri; caso più raro, quando decidevano di recarsi allo studio fotografico, ma si trattava già di gruppi meno numerosi.

Passiamo, invece, all’ultima parte del secolo scorso, agli scatti più recenti nei quali la gioia si manifesta apertamente: famiglie in festa, famiglie in vacanza, battesimi, cresime, lauree, anniversari, ma le pagine sembrano semivuote confrontate con quelle di tanti anni fa. Un indice di progresso, certamente, ma carico di interrogativi.

L’evolversi eccessivo degli eventi e elle situazioni, i problemi della globalizzazione e dell’emigrazione, il terrorismo, le notizie di cronaca sempre più sconvolgenti, le minacce del web ci inquietano. Ci si augura che i valori che traspaiono da quelle immagini sbiadite dagli anni, pur nell’adeguarsi con la modernità, non siano andati del tutto perduti e che la famiglia continui a dimostrarsi una difesa, un baluardo contro gli innumerevoli pericoli che incombono sulle giovani generazioni.



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