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I miei quaranta anni con don Pietro

Ma quelli di mons. Pietro Magnanini, festeggiati a Rossetta e Bagnacavallo, sono 90 anni
I miei quaranta anni con don Pietro

(Roberto Gordini)

Era un pomeriggio del marzo 1978, a Bologna. Entrando a lezione di Storia Medioevale nell’istituto di via Centotrecento, vidi un professore che usciva da un’aula lì vicina, seguito da alcuni studenti. Chiesi al dott. Pasquali: “Chi è?”.

“È l’insegnante di lingua e letteratura araba ” - rispose. Mi sembrò orientale e io, neimiei pensieri, da allora lo chiamai “l’arabo”. Finché una sera, prendendo il treno delle 17.15 per tornare a casa,mimisi a sedere in uno scompartimento e conmia grande sorpresame lo ritrovai di fronte. “Buona sera, professore” - gli dissi. Lui rispose “Buonasera, Roberto”.

Come faceva a sapere il mio nome? “Tu sei Roberto, della parrocchia del Carmine. Anch’io abito nella parrocchia del Carmine, sono un sacerdote emi chiamo Pietro Magnanini”. Fu una bella sorpresa e un incontro indimenticabile.

Da allora don Pietromi ha onorato della sua amicizia, della sua compagnia e del suo immenso sapere. Ha retto la parrocchia del Carmine dal 1988 al 1992 e sono stati anni bellissimi. Perché la sua sapienza lo ha portato a delegare quel che si poteva delegare e a dare fiducia dunque alle persone che aveva intorno. L’intelligenza pastorale è, prima di tutto, questo.

Don Pietro non è poimai stato un presuntuoso e non hamaimesso sul piatto dei rapporti interpersonali la sua istruzione, con grande umiltà. In seguito io sono poi statomandato dal vescovo al servizio della parrocchia di Alfonsine e poi, nel 1995, a Rossetta.

E a Rossetta, nel 1999, è venuto per la celebrazione della Santa Messa don Pietro Magnanini, che poi è stato nominato amministratore parrocchiale.

Ci siamo ritrovati a lavorare insieme emai, sottolineomai, ci sono stati disaccordi. Questo grazie a tre cose che ci sono sempre state: il rispetto, la chiarezza e il dialogo. La serenità del nostro rapporto ha avuto naturalmente effetti positivi sulla parrocchia e quindi sulla popolazione e quindi sulla collaborazione e quindi - cosa fondamentale – sulla Fede.

Col trascorrere degli anni il rapporto con don Pietro si è sempre più rafforzato e la gente qui gli vuole bene. Lo si è visto anche domenica 14 gennaio, quando gli si è fatto festa per i suoi 90 anni. Ringrazio Dio perché ho avuto una fortuna immensa a incontrarlo.

 



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