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Chiamati alla gioia dell'amore

Partecipazione intensa alla Veglia di san Valentino in S.Ippolito
Chiamati alla gioia dell

(a cura di Mattia e Carlotta) 

Forse non tutti sanno che san Valentino, oltre a essere patrono degli innamorati, è anche patrono degli epilettici.

Forse non tutti sanno che le sue reliquie sono sparse un po’ per tutta Italia: la testa è conservata a S. Maria in Cosmedin a Roma, mentre la reliquia a noi più vicina è una boccetta del suo sangue conservata a Torre d’Arese, in provincia di Pavia.

Invece tanti (ma davvero tanti!) sapevano che il 13 febbraio nella chiesa di Sant’Ippolito in Faenza, le Pastorali Familiare, Vocazionale e Giovanile della nostra Diocesi avevano organizzato una veglia di preghiera per chi è in un cammino vocazionale d’amore. Con loro don Davide Ferrini, che durante l’incontro ha ricordato l’importanza della Fede all’interno del rapporto di coppia e come sia importante amare l’altro nonostante le sue imperfezioni e i suoi limiti.

Il titolo scelto per la veglia di quest’anno, “Chiamati alla gioia dell’amore”, voleva ricordare ai numerosi partecipanti il Sinodo diocesano dei giovani, unitamente all’ultima esortazione apostolica di papa Francesco “Amoris laetitia”, ovvero “la gioia dell’amore”. Le riflessioni muovevano su due binari: la Prima lettera di san Paolo Apostolo ai Corinzi (in particolare il capitolo 13, noto ai più come “Inno alla carità”) e il quarto capitolo dell’Esortazione stessa.

Il testo di Paolo e le parole del Papa sono stati al centro di un momento di condivisione: tutti i presenti sono infatti stati invitati a prendere alcune righe dell’Esortazione apostolica da alcuni sacchetti che alcune delle tante “coppie guida” dei percorsi in preparazione al Matrimonio tenevano in mano. Tra le riflessioni, alcune bellissimi passi del Papa come “Essere pazienti non significa lasciare che ci maltrattino continuamente, o tollerare aggressioni fisiche, o permettere che ci trattino come oggetti”; oppure “L’amore convive con l’imperfezione, la scusa, e sa stare in silenzio davanti ai limiti della persona amata”.

Le coppie, che singolarmente avevano scelto il pezzo che più le aveva colpite, si sono scambiate i foglietti e si sono confrontate sulle scelte fatte. Terminata la veglia, è seguito un momento di agape fraterna nei locali attigui della chiesa.
 

Per meglio capire ed entrare nelle dinamiche relazionali (senza alcuna volontà di fare gossip) abbiamo intervistato per voi alcune coppie:

D: “Ciao, abbiamo visto che hai in mano “l’amore non si adira”. Perché lo hai scelto?”

R: “Ogni tanto mi capita di arrabbiarmi, e molto spesso per sciocchezze. Voglio chiedere scusa al mio amore” e lo stringe forte in un abbraccio “che mi sopporta e soprattutto sa perdonare. Devo imparare anche io”.

D: “Tu invece hai scelto il foglietto con “L’amore tutto scusa”. Cosa ti ha colpito di queste parole?”

R: “Sai, ogni tanto mio marito va con gli amici al calcetto al sabato sera o la domenica pomeriggio… e io lo vorrei solo per me… devo imparare come dice papa Francesco a non considerarlo una mia cosa, ma un dono ricevuto”.

D: “L’amore non gode dell’ingiustizia” leggo nel foglietto che hai scelto…”

R: “Sì, spesso mi capita di essere quasi arrabbiato perché la mia ragazza raggiunge vette più alte delle mie… a scuola soprattutto… vorrei sempre ricordarmi, come dice l’Amoris laetitia, che devo condividere con lei più momenti e non essere invidioso… chissà se ce la farò” e si scambia un sorriso con la propria ragazza lì di fianco.

D: “Chi voti alle prossime elezioni?”…… Ah no, questo non c’entra con l’articolo…

Tutti voi che siete innamorati, vi aspettiamo il prossimo anno, rigorosamente sempre il 13 febbraio!

 

Le coppie impegnate in Pastorale Familiare con i fidanzati (insieme a presbiteri) sono attive in tutta la Diocesi e i fidanzati frequentanti i percorsi proposti ora, in totale, sono circa 60 coppie. Attualmente, i percorsi per fidanzati si svolgono a Faenza in Seminario e nella parrocchia di S. Giuseppe a Faenza, poi Alfonsine, Modigliana, Fognano, Russi, Bagnacavallo e Solarolo.

 



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