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Una lettera pasquale dall'Africa

Commoventi parole da Bukavu, nel Congo di padre Querzani
Una lettera pasquale dall

Bukavu, 20 marzo 2018

Cari Amici,

ci stiamo avvicinando a Pasqua. Dopo il santo Natale, è la Festa centrale di tutto l’anno.

Una festa che parla di “risurrezione”, “liberazione”, “vittoria sul male e sulla morte”.

Proprio quello cui aspira questo popolo congolese così martoriato e a cui aspiriamo anche tutti noi, se non altro sul piano spirituale.

Non posso quindi mancare di inviarvi, anche a nome di tutti i nostri bambini e dei miei collaboratori locali, i nostri più sinceri e sentiti AUGURI.

E approfitto anche per inviarvi qualche notizia di ciò che attualmente stiamo facendo.

Constato con vivo rammarico  che l’intenzione che avevo di scrivervi più spesso non si è attuata. Non per dimenticanza o negligenza, ma per un accumularsi di impegni.

 In questi cinque mesi dopo il mio rientro in Congo si è sprigionata in me tutta un’effervescenza di idee e prospettive volte a  intensificare le attività sociali a favore dei nostri bambini congolesi.

Non per il gusto di strafare, ma perché lo esige la situazione sempre più critica di questo Paese in cui si sta affermando una brutale dittatura con conseguenze pesantissime su una popolazione già così duramente provata da una povertà molto diffusa e da un’insicurezza permanente.

I bambini malnutriti che frequentano il nostro Centro Nutrizionale di Kadutu sono di settimana in settimana sempre più numerosi.

Li accogliamo a braccia aperte  e con tanta compassione, anche se nutrire centinaia di bambini  comporta anche uno sforzo economico sempre più grande.

Anche nella nostra Casa-Famiglia “Tupendane”, così siamo soliti chiamare la nostra Casa di accoglienza dei bambini in condizioni di maggior disagio e sofferenza, il numero dei bambini è notevolmente aumentato: attualmente sono più di 40 ! Alcuni di loro sono molto piccoli.

Le “mascottes” sono una bimbetta di pochi mesi assieme alla sorellina di un anno più grande che alcuni mesi fa sono state portate da noi in condizioni pietose. Abbandonate dalla loro mamma (una giovane prostituta che, dicono, si drogava fumando marijuana) che le aveva chiuse col lucchetto in una stanza di una squallida baracca. Attirati dal pianto ininterrotto delle due povere creature i vicini le avevano sottratte da quella misera prigione  portandole da noi.

Nessuno sapeva il loro nome né il nome della loro mamma. È mamma MERIDA,la responsabile della Casa-Famiglia, che, dopo averle segnalate alle Autorità, ha dato loro un nome : alla più piccola MARIA e alla più grandicella TERESA.

Al termine  della loro triste e drammatica vicenda hanno trovato nella nostra Casa il tepore di una famiglia: delle mamme piene di affetto e tante sorelline e fratellini coi quali crescere serene superando poco a poco  il trauma vissuto.

Non solo loro, ma ognuno dei bambini che vivono in questa grande Famiglia ha vissuto situazioni di grande sofferenza ritrovando tra le pareti di questa Casa-Famiglia la salute del corpo e la gioia di vivere. Tutto questo grazie alla dedizione premurosa e piena di affetto delle nostre brave mamme che li accudiscono: mamma MERIDA, la responsabile e forza motrice della Casa, ADELAIDE, la nonna laboriosa e paziente, FAIDA, l’infaticabile lavandaia, AZIZA, la brava sarta, ERNESTINA e MARIA REGINA, le due cuoche del Centro Nutrizionale e della Casa-Famiglia, e altre mamme che vengono di tanto in tanto a dare una mano.

Senza parlare di FRANCINE, ESPERANCE, MAPENDO,FAIDA,JOELLE, MARLENE…le ragazzine già adolescenti, che dopo essere cresciute nella Casa-Famiglia e aver seguito i corsi di taglio e cucito, sono tornate in questa casa dove, oltre a lavorare nel piccolo Laboratorio di sartoria, aiutano i i bambini più piccoli imparando l’arte di diventare delle brave mamme.

Il problema che si pone ora è che la Casa-Famiglia diventata piccola è per un numero così grande di bambini.  Manca lo spazio necessario sia per i dormitori, sia per il gioco.

All’inizio di quest’anno La Provvidenza ci è venuta incontro offrendoci l’insperata fortuna di poter acquistare  la parcella attigua, dove c’era una grande sala di raduno di una delle tante Sette religiose che pullulano in città.

Dall’inizio del mese di febbraio abbiamo iniziato i lavori di demolizione di quella specie di capannone-chiesa per ottenere un ampio spazio di gioco per i bambini.

Poi ci è venuta l’idea luminosa di utilizzare al meglio quello spazio provvidenziale piazzando delle solide colonne di cemento armato ai lati di una parte di quell’area e farvi sopra una gettata di cemento armato per potervi costruire una ampia stanza per riunioni e altre due stanze.

Questi lavori sono già in corso e contiamo terminarli nel mese di maggio.

Per risolvere il problema dei dormitori ormai piccoli, attendiamo la fine della stagione delle piogge (verso la fine di maggio) per  scoperchiare  una parte dei locali della parte anteriore dell’edificio della Casa-Famiglia. Anche lì contiamo fare una gettata di cemento armato e costruire al piano superiore i dormitori più ampi di cui la casa ha bisogno.

Nell’attuale contesto socio-politico in cui viviamo questo Progetto è una vera sfida, ma ho deciso di farlo perché ho fiducia nella Provvidenza che in tutti questi anni, in modo a volte anche sorprendente, non ci ha mai abbandonato permettendoci di far fronte ai bisogni essenziali di tantissimi bambini sofferenti.

Per terminare ho una sola parola da aggiungere: “GRAZIE” di tutto cuore a tutti coloro che offriranno il loro  sostegno e la loro collaborazione per permetterci di portare a termine questo Progetto che vuole essere un segno eloquente che anche nelle situazioni più difficili, Dio sta sempre dalla parte dei più poveri e dei più bisognosi che in Lui confidano.

Buona Pasqua a tutti!

 

P. Giovanni Querzani

assieme alle mamme e ai bimbi

della CASA-FAMIGLIA “Tupendane”

della Parrocchia di Kadutu a Bukavu

(R.D.Congo)



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