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Edito in russo il libro del vescovo Mario

Il volume “Per una nuova Democrazia" sarà presentato a Mosca in giugno
Edito in russo il libro del vescovo Mario

(Marco Mazzotti)

Per i tipi della Libreria Editrice Vaticana è stata recentemente pubblicata la traduzione in lingua russa del libro del vescovo mons. Mario Toso “Per una nuova democrazia”. Il saggio, che è stato pubblicato in italiano nel 2016 sempre dalla Libreria Editrice Vaticana, costituisce lo sviluppo di un precedente volume, rivisto e ampliato, intitolato “Riappropriarsi della democrazia”. Nel prossimo mese di giugno a Mosca è in programma la presentazione del libro. L’autore, nella presentazione del volume “Per una nuova democrazia”, spiega che “la democrazia non è mai una conquista definitiva. Permane sempre l’esigenza di darle un’anima e un corpo nuovi. Va continuamente legittimata, offrendole un ‘ambiente’ o, meglio, un humus, che la nutra e la rivitalizzi. Tra le condizioni per la sua esistenza, sono centrali lo Stato sociale di diritto, una sfera pubblica non asfittica, un sistema rappresentativo efficiente nelle sue forme e integrato dallo sviluppo di iniziative popolari specie con riferimento ai beni collettivi. E, soprattutto, deve poggiare su di un ‘popolo’, inteso come insieme di cittadini uniti, con le loro culture, nella comunione di beni-valori, alimentati nel loro ethos dalle comunità religiose e codificati nelle Carte costituzionali. Cittadini protesi nella realizzazione del bene comune e della giustizia sociale ad esso connessa e, perciò stesso, coinvolti solidalmente nella costruzione di una cittadinanza attiva e partecipativa sotto l’aspetto sociale e culturale. I corpi intermedi, profondamente riformati, sono chiamati ad infondere nuova linfa nell’attuale democrazia, spesso sequestrata da forme populiste e oligarchiche, prive di costrutto civile e di una visione, che sappia andare oltre l’immediato.

Debbono tornare a parlare il linguaggio della realtà assieme alle istituzioni pubbliche, non rifuggendo dal guardare in faccia gli effetti disastrosi, provocati dal neoliberismo e da una tecnocrazia che distruggono lo stesso libero mercato – pur ritenuto così importante - e l’economia reale. Sono questi corpi intermedi, con il sostegno di tutta la società, a essere chiamati ad abbattere i principali nemici della democrazia, in particolare il neoutilitarismo e l’esiziale neoindividualismo libertario che lo ispira”.



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