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Il cantiere non si ferma, e ne ripartiranno di nuovi

Ancora due anni di lavori per arrivare quasi a completarne il recupero
Il cantiere non si ferma, e ne ripartiranno di nuovi

“Siamo arrivati fin qui con passione, semplicità e costanza, chiedendoci perché questo luogo sia stato così importante per Faenza e come poteva di nuovo esserlo, in una chiave laica, che avesse comunque le radici in quella cultura. Così è nato il progetto complessivo di recupero presentato nel 2015 - ha dichiarato il presidente Andrea Fabbri, venerdì scorso, alla presentazione dei lavori eseguiti a palazzo Don Bosco -. Quella di oggi è solo una tappa di questo progetto, ma una tappa molto importante e strategica della road map che il Consiglio di amministrazione di Faventia Sales si è dato per giungere nel 2020 a conclusione del suo mandato con il recupero del complesso quasi ultimato. Una ristrutturazione parsimoniosa e bella per Faventia Sales e per Faenza, di cui speriamo i faentini possano andare fieri, fatta con un progetto attento e tarato sugli obiettivi del complesso, che unisce l’attenzione ai dettagli architettonici (riuso dell’esistente e materiali semplici) a funzionalità capaci di favorire l’incontro, lo stare insieme, l’aggregazione”. 

Il cantiere non si ferma, e ne ripartiranno di nuovi, con le aziende che se li aggiudicheranno, in tempi stretti: è già in corso la ristrutturazione del camminamento sopraelevato, mentre entro la fine dell’estate inizieranno i lavori per la palestra e dopo il trasloco dell’università al piano primo di Palazzo Don Bosco anche dell’ex oratorio, che comprenderà anche gli spogliatoi per la rimessa in funzione del campo da calcio, per arrivare entro fine anno a contagiare anche la parte del teatro e concludere quindi l’intero complesso. Questo porterà anche alcuni disagi, ma più che sopportabili in un percorso di questo tipo.



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